BOLZANO. In Alto Adige sono presenti circa 1.100 profughi. Più di 400 di loro sono assistiti dalla Caritas ed hanno trovato accoglienza in dieci strutture distribuite su tutto il territorio. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, Caritas ricorda che «questi uomini, donne e bambini hanno bisogno di protezione, ma anche di lavoro e di un alloggio, per poter tornare a gestire la loro vita in modo autonomo». «La sistemazione in strutture di dimensioni piccole, anche nei paesi, si è dimostrata efficace. Per i profughi è possibile entrare in contatto più facilmente con la popolazione e conoscere così il nostro modo di vivere», spiega il direttore della Caritas, Paolo Valente. «Avere un'occupazione utile è fondamentale, soprattutto per coloro che per mesi o addirittura per anni devono attendere l'esito della loro richiesta di asilo», spiega Alessia Fellin, responsabile Caritas dell'area profughi. I lavori di pubblica utilità che i richiedenti asilo svolgono da alcuni mesi in alcuni comuni sono di grande aiuto per loro stessi. «Alcune ditte hanno offerto opportunità d'impiego ai richiedenti asilo, in primo luogo attraverso tirocini e stage che - spiega ancora Fellin - in alcuni casi, sono diventati un contratto di lavoro vero e proprio». Altrettanto difficile è la ricerca di un alloggio, senza del quale, dice Magdalena Windegger, collaboratrice Caritas che si occupa di aiutare i rifugiati a cercare un alloggio e gestisce i rapporti con gli altoatesini disponibili ad affittare una stanza o una casa ai profughi, «queste persone non hanno alcuna possibilità di trovare un lavoro. Alloggio e lavoro sono condizioni necessarie per favorire l'integrazione». Al momento la Caritas cerca un alloggio per 25 donne e uomini, ma anche per famiglie, il cui procedimento di asilo sta per concludersi.

Ieri pomeriggio - sempre nell’ambito delle iniziative per la giornata del rifugiato - una serie di associazioni hanno organizzato un evento con gli ospiti del Centro Gorio dei Piani a maso Premastaller. Torneo di calcetto e pallavolo, cibo, musica e una mostra allestita da Africa Mission, l’organizzazione che si occupa anche in città della raccolta di fondi e viveri per aiutare le popolazioni in difficoltà dell’Uganda. Scopo dell’evento anche far conoscere agli abitanti dei Piani i contesti da cui provengono i rifugiati ospitati alla Gorio, che spesso vengono visti con sospetto. Tuto nel segno del rispetto e dell’integrazione.

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