In occasione del Giorno del Ricordo 2014, per non dimenticare il sacrificio degli esuli istriani,giuliani e dalmati nel periodo 1943-1947 ed il loro contributo allo sviluppo della città di Bolzano, si è tenuta stamane una cerimonia ufficiale con deposizione di corone davanti alla lapide posta sulla passeggiata Lungotalvera S.Quirino all'altezza di via Fiume, alla presenza del Sindaco Luigi Spagnolli e di numerose autorità politiche, civili e militari e dei rappresentanti delle varie associazioni combattentistiche e d'arma.

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L'Italia riconosce il 10 febbraio come "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Il Sindaco nel suo intervento ha sottolineato il ruolo e l'impegno degli esuli in favore della comunità cittadina ed il contribuito determinante per lo sviluppo e la crescita del capoluogo. "Bolzano - ha detto Spagnolli- è oggi un vero modello di convivenza ed un buon esempio di accoglienza anche grazie all'impegno di coloro che, venendo da terre lontane, hanno contribuito a renderla tale con il lavoro, l'impegno, il sacrificio e la propria esperienza". Il Sindaco ha anche parlato della cultura, della storia e dell'indentità nazionale come di valori che appartengono a ciascuno, cosa ben diversa dai nazionalismi e dagli estremismi che in quanto tali vanno sempre condannati. "E' chiaro che la parte più esecrabile di quella drammatica tragedia furono le foibe, ma le sofferenze rimaste nel cuore, nell'anima, nell'intino, nella mente di tutti i sopravvissuti e dei loro familiari sono sofferenze ancora vive e non possiamo dimenticarlo. Noi ringraziamo gli esuli perchè ci hanno anche tra l'altro insegnato a convivere con le persone diverse da noi e quanto abbia valore questa convivenza ai giorni nostri, lo vediamo e sperimentiamo quotidianamente".

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E' toccato poi a Giovanni Ivan Benussi presidente dell'Associazione Venezia Giulia e Dalmazia sottolineare in un commosso intervento, l'importanza di questa giornata. "Un' occasione di riappacificazione nazionale e perchè ciò che è accaduto -ha detto- non si ripeta mai più" .

In precedenza il Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e la neo presidente del Quartiere Don Bosco Francesca Gigliotti avevano deposto un mazzo di fiori sulla stele che ricorda Norma Cossetto, la giovane studentessa universitaria istriana che, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943, al termine di indicibili umiliazioni e torture perpetrate da uomini appartenenti all'Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo venne uccisa e barbaramente gettata in una foiba. Questa drammatica vicenda si iscrive tra le pagine più tragiche della storia d'Italia e d' Europa del Novecento, a cui fece poi seguito l'esodo forzato delle popolazioni giuliane, istriane e dalmate.