BOLZANO. Si aspettavano di essere decisivi: «Ne faremo cinque di consiglieri...». Poi la notte delle lunghe delusioni. Ma adesso, col sindaco che ha scoperto di non bastare a se stesso e, in prospettiva, con una giunta variabile e una maggioranza instabile, possono tornare ad esserlo. Almeno importanti. «Io sono qui - dice Luciano Giovanelli, l’unico eletto della lista di Duzzi “Nuova città - ma non qui per barattare. Ho il mio programma, vediamo gli altri».

È il superstite delle truppe duzziane, Giovanelli. Uno solo. Ma uno in più o in meno, per Spagnolli, può voler dire molto. O abbastanza. Come lo sono stati, spesso decisivi, i centristi nello scorso consiglio comunale. La "stampella del sindaco". Ora il problema non è parlarsi, tra Gigi e Luciano, il problema è capirsi. Perchè rispetto ai vecchi centristi, adesso c'è di mezzo il tycoon austriaco e tutto quello che ha significato per Bolzano in questo ultimo anno. E perché, quindi, ci sono due punti che rischiano di condurre le trattative dentro una strettoia. Il primo è Benko, il secondo la sicurezza. «Il megastore, le nostre ribadite perplessità sull'operazione, anche come Unione commercio, ci portano vicino alle posizioni della sinistra», dice oggi Giovanelli. Ma poi i mendicanti aggressivi, il decoro che non c'è più, la sicurezza, l'immigrazione, portano la lista Duzzi più vicina alla destra.

Insomma, siete al centro...

Giusto, per chi non insegue ideologie.

Ma lo scoglio per appoggiare una possibile maggioranza Pd-Svp è sempre Benko, no? Come per gli ecosociali...

Non è Benko. È la necessità di avere una città programmata. Forse non abbiamo fatto ben capire il messaggio, anche a proposito della cordata di imprenditori bolzanini. Non voglio una città blindata, impermeabile alle novità ma che sia una Bolzano che sa dove va. Invece qui arriva uno e tutti dietro....

Insomma Spagnolli dovrebbe fare un passo indietro su Benko?

Un passo indietro sul modo con cui ha gestito la cosa e uno in avanti rispetto a un quadro programmatico di sviluppo concordato.

Quindi Benko torna ad essere decisivo.

Non avevo dubbi. Il problema era sotto la cenere...".

Poi la sicurezza. Qui invece la sinistra va da un'altra parte..

E noi dalla nostra. Forse non siamo stati molto attenti alla schiettezza dei nostri slogan in campagna elettorale. Ad esempio: così tanti immigrati all'hotel Alpi, tutti in una volta e tutti in centro non doveva passare così, come è passata. E infatti ha premiato Salvini. E io penso che Bolzano debba tornare ad essere in mano ai bolzanini. Non per rigido protezionismo. Ma come sicurezza e vita quotidiana. La gente deve poter camminare serena anche di notte per le strade, la città deve tornare ad essere quello che era prima: bella, ordinata, pulita. E sicura".

E anche in mano ai suoi commercianti?

Non in mano ma magari accanto. Non si comprende che il piccolo e medio commercio ha fatto la nostra fortuna e ha forgiato la nostra immagine. Non deve essere in mano ai commercianti per forza bolzanini, ma la struttura commerciale deve mantenere la propria leggerezza e elasticità. Trentamila metri quadri di negozi in più sono una bomba in mezzo al centro.

Che dirà a Spagnolli?

Quello che già sa. Non così a Benko e non più questa Bolzano insicura.

C'è spazio per la trattativa?

Penso di sì. Sulla sicurezza Spagnolli ha fatto un passo indietro. Aspettiamo che lo faccia anche su Benko.