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BOLZANO. Luciano Giovanelli, alla prima elezione, entra in consiglio comunale e va a sedersi direttamente sulla sedia di assessore (in pectore). È del consigliere di «Nuova città con Duzzi» il ventitreesimo voto promesso a Spagnolli, l’ultimo e sospirato. Giovanelli l’ha fatto pesare. Due condizioni ha posto, entrambe le ha ottenute. Noto commerciante (già Euronics), è fiduciario di Bolzano dell’Unione commercio.Anti Benko di ferro, ha partecipato a «Emozioni Alto Adige».
Cosa ha chiesto a Spagnolli per garantire il suo voto?
«L’assessorato. E la competenza al commercio».
E se le avessero proposto un’altra competenza?
«Il commercio è la conditio sine qua non».
Lei aveva iniziato la trattativa insieme a Gennaccaro di «Io sto con Bolzano». Solo lei è approdato in maggioranza.
«Sabato abbiamo partecipato insieme alla prima riunione con Svp e Pd. Io sono contro Benko, Gennaccaro a favore. Ho detto che avrei preferito discutere da solo. Il programma lo condividevo all’80%. Buona base di partenza».
Non trova incoerente entrare in giunta sapendo di essere contro Benko?
«Anche nella giunta precedente non erano tutti a favore».
Ha concordato libertà di voto su Benko?
«Voterò contro».
Si sente pronto per amministrare?
«Molto. Per oltre quarant’anni ho conosciuto il commercio dalla parte dei piccoli-medi imprenditori. Credo di poter lavorare bene».
La accuseranno di essersi prestato a fare da stampella.
«Non è stato facile, ma non ho deciso da solo. Mi sono consultato con tutti i candidati della lista e con Duzzi. Consegnare la città al commissario avrebbe fatto male ai bolzanini e all’economia della città». (fr.g.)
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