BOLZANO. «Stefano mi porti al cinema?». La signora Lina, ospite della Casa di riposo Villa Armonia di viale Trento, si è affezionata a quel giovane che, a suo dire, assomiglia come una goccia d’acqua a suo figlio. Dall’altra parte della città, in via Fago, si è creato subito un buon feeling tra gli anziani di Villa Serena e Cindy, una bella ragazza dai capelli biondi e l’aria dolce, che parla tedesco, inglese, francese e, nel giro di poco, ha imparato a cavarsela bene anche con l’italiano.

Lui è Stefano Rotilio, 21 anni di Laives; lei Cindy Reul, stessa età, ma belga. Entrambi hanno scelto di fare un anno di volontariato tra gli anziani: il primo aderendo ad un’iniziativa dell’Assb, la seconda ad un progetto europeo. Raccontiamo le loro storie, perché c’è tempo fino al 31 luglio per i giovani dai 18 ai 28 anni, per presentare la domanda di servizio civile in una casa di riposo, nelle strutture con persone disabili o presso lo Spazio famiglia del quartiere Firmian.

Rotilio è arrivato nella struttura di viale Trento, che ospita una novantina di anziani, alla fine di settembre dello scorso anno e ci resterà altri tre mesi. «Mi sono diplomato all’Istituto professionale De’ Medici, indirizzo sociale. Durante il percorso scolastico ho fatto due brevi stage: uno in una casa di riposo di Laives e uno qui. Ho deciso di fare un anno di esperienza per avere un’idea più completa del lavoro con gli anziani».

Gli ospiti si sono abituati preso a quel ragazzo dall’aria simpatica che arriva tutte le mattine alle 8 con l’autobus da Laives e se ne va alle quattro del pomeriggio, portando una ventata di leggerezza in mezzo agli acciacchi e alla nostalgia per il passato.

«Le ore qui volano, perché c’è sempre qualcosa da fare. Il primo compito al mattino è quello di dare una mano a preparare la colazione che varia a seconda delle esigenze degli ospiti. Poi, assieme al personale della Casa, collaboro ai programmi di animazione e a qualsiasi cosa serva a far sì che gli anziani stiano bene. C’è un’unica cosa che proprio non faccio: manicure e smalto».

Ma agli anziani cosa piace fare?

«Parlare, raccontare di quel periodo della vita in cui anche loro sono stati giovani; hanno sognato e fatto piccole, grandi cose. Poi, quando arrivano in visita bambini, si sciolgono».

Inutile chiedere a Stefano cosa farà dopo: non lo sa, forse andrà per un po’ all’estero. «Per ora però non ci penso: voglio vivere fino in fondo quest’esperienza, poi si vedrà».

Cindy Reul invece, arrivata ad aprile a Villa Serena, ha già le idee chiare: «Quando torno in Belgio la primavera prossima, mi iscrivo all’università, mi piacerebbe occuparmi di management».

Intanto, sta facendo esperienza con gli anziani.

«Mi piace: è interessante». Anche Cindy come Stefano si occupa dell’animazione, spaziando dalla musica ai giochi, alle passeggiate nello splendido giardino di Villa Serena, dove agli anziani vengono servite bibite fresche all’ombra dei grandi ombrelloni.

Ha un sorriso contagioso che comunica serenità, esattamente quello di cui hanno bisogno gli anziani per sentirsi a “casa” anche tra le mura dell’antica Villa di via Fago.

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