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BOLZANO. «Spero che ci avvertano prima di abbattere la chiesa. Almeno non ci faremo trovare all'interno...». È con questa battuta che padre Gioele Salvaterra, (nella foto qui sotto) parroco della parrocchia di San Giuseppe ai Piani, oltre che del Duomo, tenta di nascondere l'apprensione sul futuro della chiesa in via Dolomiti. E che chiesa, visto che porta la firma di Marcello Piacentini. L'esistenza della struttura religiosa, anche se ipoteticamente, è minacciata da una delle due proposte di sbocco avanzate dalla Provincia per la realizzazione del tunnel di Monte Tondo.
Una grande opera che il capoluogo attende da anni per alleggerire la pressione sul traffico cittadino, dalle auto e dai mezzi pesanti provenienti dalla Val Sarentino e della zona di San Genesio. Un'opera la cui progettazione è al centro di forti frizioni tra Provincia e Comune, con quest'ultimo che lamenta un mancato coinvolgimento nelle scelte. Due le ipotesi di progetto presentate di recente dai tecnici provinciali dell'assessorato di Daniel Alfreider alla giunta comunale. Una delle due, avrebbe un impatto importante sul quartiere Piani, addirittura arrivando a prevedere, seppure nella sola ipotesi, l'abbattimento di varie strutture tra le quali proprio la chiesa di San Giuseppe.«Qualche parrocchiano è venuto in sacrestia allarmato con il giornale in mano, temendo che buttassero giù la chiesa, ma lo abbiamo rassicurato, perché ritengo che questa ipotesi sia altamente improbabile», dice il sacerdote per poi aggiungere: «Ma non ne possiamo essere certi». Insomma non lo si crede possibile ma non si sa mai.
«Per realizzare questo progetto dovrebbero ottenere il permesso per abbattere un bene tutelato da vincoli». È su questo che si radica la speranza del sacerdote: sul fatto che la chiesa sia protetta dal vincolo storico-artistico. Per dimostrarlo, don Gioele naviga sul computer e trova sul sito internet della Provincia la pagina che contiene la prova di ciò che dice. «È la delibera di giunta numero 646 del 6 maggio 2013. Ecco perché mi sembra che questa idea sia stata buttata lì senza aver effettuato uno studio approfondito su questi aspetti. Poi non so se tecnicamente un vincolo di questo genere possa essere cancellato. Sta di fatto, però, che oltre alla chiesa, sotto quel vincolo rientra anche il centro parrocchiale, la sala riunioni e la biblioteca».
La chiesa di San Giovanni è stata progettata nel 1955 dall'architetto Marcello Piacentini, uno dei padri del razionalismo italiano, ed è stata consacrata nel 1961. Una struttura pensata come una basilica paleocristiana con il soffitto della navata a cassettoni lignei e la facciata cieca con portale in marmo e nicchie. L'interno è impreziosito da un affresco con scene della vita di San Giuseppe di Idelbene Lisimberti, e le stazioni della via crucis dello scultore Claudio Trevi, mentre le vetrate sono di Carlo Bonacina.
«I Piani sono sempre stati il quartiere ai margini della città. Fino a qualche anno fa non aveva nemmeno la farmacia: la parrocchia era il vero centro della comunità. È un po' un paese nel paese» lo definisce il sacerdote. «Oggi le cose sono diverse ma la parrocchia resta un luogo importante soprattutto per le persone adulte». Far costruire la chiesa da un'altra parte? «Il quartiere non la prenderebbe bene, ne sono sicuro. Sarebbe una buona idea trovare una soluzione diversa. Non saprei cosa consigliare. Non mi intendo di gallerie stradali».



