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MERANO. Il tondino coperto di Borgo Andreina e il suo inserimento o meno nell'elenco dei beni che la Merano Maia cede a Merano Galoppo per l'avvio della stagione ippica 2013, spacca anche la giunta comunale. Non era mai accaduto da quando Günther Januth è diventato sindaco, che una delibera di giunta venisse messa ai voti e passasse a maggioranza. Non solo. La stessa firma della risoluzione consensuale del contratto tra Comune e Merano Maia potrebbe, proprio per l'aspetto-tondino, non essere ratificata dal tribunale fallimentare e quindi rimescolare le carte a pochi giorni dall'avvio della stagione ippica.
La spaccatura in giunta, di cui si è venuto a sapere solo ora, si è verificata l’8 aprile, quando il vicesindaco Giorgio Balzarini ha chiesto ai colleghi di votare un'istanza per inserire nell'elenco dei beni che il Comune avrebbe preso in affitto e in futuro acquistato dalla Merano Maia anche il tondino coperto. Appena cinque giorni prima, il 3 aprile, la giunta aveva approvato il parere del segretario generale che invece escludeva questa struttura dall'elenco. Per cercare di far cambiare idea a sindaco e assessori, Balzarini l'8 ha presentato un parere legale redatto dall'avvocato Bruno Mellarini secondo il quale il tondino, questo si legge nelle premesse della delibera, non è una miglioria ma un'addizione e quindi di proprietà della Merano Maia e per questo cedibile.
Il segretario generale in quest'occasione ha invece ribadito, sempre stando alla delibera, che ogni miglioria arrecata all'oggetto contrattuale, come pure ogni lavoro e qualsiasi opera eseguita dall'affittuaria, passa gratuitamente al Comune.
La proposta di Balzarini per reinserire il tondino coperto di Borgo Andreina tra i beni da cedere al Comune è stata bocciata con due voti favorevoli (i due assessori della lista civica) e sei contrari, assente l'assessore Svp Christian Gruber.
La parola ora passa al collegio del tribunale fallimentare, che dovrà per decreto approvare l'accordo di risoluzione consensuale o bocciarlo. Per arrivare al decreto, visto che la delibera comunale è stata pubblicata l'altroieri, ci vorrà almeno una settimana da quando il liquidatore della Merano Maia, Patrick Palladino, avrà presentato in tribunale tutte le carte. A occhio e croce non prima di fine mese.
Ma per quale motivo, secondo il vicesindaco il tondino doveva rientrare nei beni da cedere? La spiegazione la fornisce lo stesso parere stilato dall'avvocato Bruno Mellarini. «Nel caso del tondino - si legge nel parere allegato alla delibera di giunta - si tratta di una struttura realizzata ex novo dalla Merano Maia, che costituisce incremento quantitativo e quindi addizione. Una sentenza della Corte di cassazione esclude in materia di affitto d'azienda l'applicazione della normativa sul diritto dell'affittuario di rimuovere e sulle facoltà dell'affittante di trattenere le addizioni». A parere dell'avvocato «è pertanto da escludersi che il Comune possa acquisire la struttura del tondino gratuitamente». Ma il parere legale va ben oltre. «Segnalo infine - scrive ancora Mellarini - che il tribunale fallimentare con tutta probabilità non autorizzerà un atto di transazione che escluda il tondino dai beni oggetto della compravendita».
Secondo il parere legale c'è inoltre il rischio che la cessione gratuita del tondino «possa creare la fattispecie del delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione a carico del liquidatore di Merano Maia». Due le criticità infine evidenziate dall'accordo di risoluzione: la prima il limite massimo di prezzo stabilito in 374 mila euro, incompatibile per l'avvocato Mellarini con la vendita a prezzo di mercato; la seconda il pagamento di debiti pregressi in violazione della par condicio non autorizzabile e ove sottaciuta darebbe luogo al reato di bancarotta fraudolenta.
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