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BOLZANO. Al mattino la corda «è tesissima, più di così può solo spezzarsi». Nel tardo pomeriggio la stessa corda è «tesa, ma non si sta ancora rompendo». C’è voluta tutta la giornata ieri per convincere il sindaco Renzo Caramaschi che la partita resta aperta, che una maggioranza è ancora possibile. Dopo giorni di pressing della Svp sulla grande coalizione, il colpo più pesante è arrivato giovedì sera con il comunicato dell’ala economica della Svp (Andreas Widmann e Gregor Stimpfl), che si appellava a Tagnin dicendo che «la Svp è pronta ad aprirsi per una collaborazione con le forze moderate della destra italiana».
Caramaschi si è arrabbiato, ha minacciato di fare saltare tutto: «In quel comunicato sembrava di leggere una preghiera perché Tagnin scendesse dal cielo, come se fosse la Madonna...». Il Pd ha provato ieri a calmare le acque. Ci sono stati contatti con i vertici provinciali e con il vicesindaco Christoph Baur. Hanno deciso di vedersi al più presto. «Non possiamo proseguire con questa escalation», conferma la segretaria Liliana Di Fede, che ribadisce l’obiettivo di una maggioranza con i Verdi. Il clima peggiora, nella soddisfazione di chi spera di tornare al voto per rimescolare le carte e riproporre nuovi candidati sindaci e nuove alleanze.
Caramaschi ha incontrato ieri la delegazione dei Verdi-Projekt Bozen. «È andata bene, sui temi c’è sintonia», commentano il sindaco e Norbert Lantschner (vedi intervista a lato). I Verdi hanno confermato la disponibilità a entrare in maggioranza. Puntano sulle competenze di giunta di mobilità e ambiente. È scontato che se i Verdi avranno un assessorato, dovrà andare a una donna (Maria Laura Lorenzini o Chiara Rabini). Lo schema è di iniziare la prossima settimana un nuovo giro di incontri con i possibili partner. I Verdi presenteranno un proprio documento. Ma la trattativa è tutta da costruire.
La freddezza di Baur. La Svp non arretra dalla proposta di grande coalizione. Baur ieri pomeriggio annunciava: «Oggi non ho previsto incontri con il sindaco Caramaschi. Bisogna che le acque si calmino». E aggiunge: «La presa di posizione dell’ala economica non era contro Caramaschi, ma a favore di una apertura. Con il Pd la situazione era chiara: l’apparentamento al secondo turno non significava che io avrei rinunciato al mio progetto di allargamento a una parte finora esclusa. Sono abituato che gli accordi vengano rispettati, altrimenti diventa difficile anche per me... Se poi il centrodestra non ci starà, ne prenderemo atto». Ieri pomeriggio Caramaschi ha poi avuto un lungo colloquio con Baur. Il sindaco aggiunge: «Mi sto dedicando interamente al lavoro e al programma. Se qualcuno mi vuole affossare, se ne assumerà la responsabilità».
Le condizioni di Tagnin. Le sirene della Svp non lasciano indifferente Mario Tagnin, che ha deciso di prendersi un fine settimana di riposo per pensarci . I contatti con la Svp ci sono, e Tagnin aggiorna così la sua posizione: «La reazione più immediata sarebbe dire: la Svp ha deciso di appoggiare Caramaschi al ballottaggio, adesso si arrangi e faccia la maggioranza con i Verdi. Da uomo razionale invece dico che gli appelli si ascoltano, ma non si subiscono. Non ho intenzione di trovarmi con il cerino in mano, non lascerò che la Svp dica “Tagnin è irresponsabile”. La Svp giochi a carte scoperte. Se ha commesso un errore nell’appoggiare Caramaschi, lo ammetta e dica chiaramente con quale obiettivo vorrebbe coinvolgerci».
L’apertura di Bonvicini. È arrivata ieri la presa di posizione di Matteo Bonvicini, consigliere eletto nella lista civica «Con Caramaschi»: «Dall’anno scorso dico che sarei favorevole a una alleanza tra centrosinistra e centrodestra per rendere più stabile l’amministrazione. Non credo che i tempi siano maturi per questo passaggio, ma la politica deve iniziare a programmarlo. Nell’immediato sarà più probabile una alleanza con i Verdi, che stanno dimostrando responsabilità e misura. Ma in ogni caso dovrà esserci un dialogo con le opposizioni in consiglio comunale».
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