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BOLZANO. Il rumore della frenata si è sentito da Bolzano a Roma. La trattativa tra Svp e Lega sulla giunta provinciale da due giorni è in piena impasse. Dopo la sfuriata di Salvini e Calderoli, martedì, contro il pre-contratto-codice di valori sottoposto dalla Svp («si vergognano di noi?» avrebbe detto Calderoli) ieri mattina il commissario leghista Massimo Bessone si è incontrato informalmente con l’Obmann Philipp Achammer per riaprire la discussione, proponendo un cambio di strategia: modifiche al pre-contratto e discussione sul programma vero e proprio. La Svp non ci sta. il presidente Arno Kompatscher ribadisce «il testo non si cambia, è la griglia dei valori». Già oggi potrebbe esserci una riunione per ripartire. La trattativa salterà? Probabilmente no, ma ieri nella Svp e nella Lega bolzanina circolava un nervosismo vero, non di facciata.
LA PROPOSTA DELLA LEGA. Il Carroccio non è solo un partito nazionale. «Abbiamo una struttura quasi militare», spiegano. Questo significa che Bessone come commissario è delegato alle trattative, ma non potrà fare nulla che non venga approvato da Matteo Salvini. Il leader ha imposto lo stop sul pre contratto con gli impegni su anti discriminazione, autonomia ed Europa-euro. Bessone e gli altri eletti devono adeguarsi. Questa è la situazione descritta da Bessone e riferita ad Achammer: «Il primo punto sull’antidiscriminazione è quasi offensivo per noi. Non siamo razzisti». Sul secondo punto Bessone chiede alla Svp una modifica: «Si dice che l’autonomia è strumento centrale della tutela della minoranza linguistica tedesca e ladina e va sviluppata. Secondo me è giusto aggiungere un riferimento al gruppo italiano, minoranza in provincia, o più semplicemente citare i tre gruppi linguistici. Non sarebbe meglio, più rispettoso di tutti?». Sull’Europa, ribadisce Bessone, «è ovvio che devo chiedere il parere ai vertici nazionali. Non siamo contro l’Ue, non vogliamo uscire dall’euro, vogliamo una Europa più vicina ai cittadini». Così ancora Bessone: «Capisco le difficoltà della Svp: sono un partito con anime diverse e una parte non è d’accordo di governare con noi. Ma anche noi siamo un partito serio, non possono vergognarsi di noi. Non diciamo che governeremo con la Svp con il mal di pancia o perché è il male minore. Un atteggiamento simile è offensivo. Il mal di pancia passerà governando insieme». Quindi la proposta per provare a uscire dall’impasse: «Iniziamo a discutere del programma vero, a partire dalla sanità, il sociale e la sicurezza, i temi che più interessano i cittadini. Poi il preambolo potrà entrare nel programma e chiederemo alcune modifiche». Questa è la versione soft di Bessone. Nella Lega nazionale il testo avrebbe provocato reazioni più pesanti. Esce allo scoperto il sindaco di Laives Christian Bianchi, vicino a Giuliano Vettorato (altro possibile assessore): «Il matrimonio si basa sulla fiducia reciproca e su un progetto comune. Non penso che un buon matrimonio possa nascere firmando un documento che scrive i limiti e le regole sul comportamento dei partner».
LA REAZIONE DELLA SVP. Ieri la Svp ha fatto muro sulla proposta di mediazione di Bessone. Così il presidente Arno Kompatscher: «No, il preambolo non si tocca, perché quella è la griglia dei valori. E la Lega ci deve dire subito se è d’accordo o meno, per poi passare a discutere del resto». Presidente, state di fatto chiedendo alla Lega di non essere più la Lega. Su stranieri e Ue hanno costruito il loro successo. «Il principio dell’uguaglianza dei cittadini è l’articolo 3 della Costituzione e sull’euro dicono che non vogliono l’uscita. Che problema c’è nel dichiararsi d’accordo sul nostro testo?», così Kompatscher. Anche Achammer, che tiene aperto il canale di dialogo, ieri ha preso posizione: «Se non ci sarà consenso della Lega sui tre punti, torneremo nel Parteiausschuss per valutare di nuovo la situazione. Ma c’è una sola opzione (Pd-Verdi, ndr) e la situazione sarebbe molto più complicata». Chiarisce Kompatscher: «Lunedì il “sì” alle trattative con la Lega ha ricevuto una maggioranza così larga perché comprendeva nel pacchetto anche il preambolo sui valori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LA PROPOSTA DELLA LEGA. Il Carroccio non è solo un partito nazionale. «Abbiamo una struttura quasi militare», spiegano. Questo significa che Bessone come commissario è delegato alle trattative, ma non potrà fare nulla che non venga approvato da Matteo Salvini. Il leader ha imposto lo stop sul pre contratto con gli impegni su anti discriminazione, autonomia ed Europa-euro. Bessone e gli altri eletti devono adeguarsi. Questa è la situazione descritta da Bessone e riferita ad Achammer: «Il primo punto sull’antidiscriminazione è quasi offensivo per noi. Non siamo razzisti». Sul secondo punto Bessone chiede alla Svp una modifica: «Si dice che l’autonomia è strumento centrale della tutela della minoranza linguistica tedesca e ladina e va sviluppata. Secondo me è giusto aggiungere un riferimento al gruppo italiano, minoranza in provincia, o più semplicemente citare i tre gruppi linguistici. Non sarebbe meglio, più rispettoso di tutti?». Sull’Europa, ribadisce Bessone, «è ovvio che devo chiedere il parere ai vertici nazionali. Non siamo contro l’Ue, non vogliamo uscire dall’euro, vogliamo una Europa più vicina ai cittadini». Così ancora Bessone: «Capisco le difficoltà della Svp: sono un partito con anime diverse e una parte non è d’accordo di governare con noi. Ma anche noi siamo un partito serio, non possono vergognarsi di noi. Non diciamo che governeremo con la Svp con il mal di pancia o perché è il male minore. Un atteggiamento simile è offensivo. Il mal di pancia passerà governando insieme». Quindi la proposta per provare a uscire dall’impasse: «Iniziamo a discutere del programma vero, a partire dalla sanità, il sociale e la sicurezza, i temi che più interessano i cittadini. Poi il preambolo potrà entrare nel programma e chiederemo alcune modifiche». Questa è la versione soft di Bessone. Nella Lega nazionale il testo avrebbe provocato reazioni più pesanti. Esce allo scoperto il sindaco di Laives Christian Bianchi, vicino a Giuliano Vettorato (altro possibile assessore): «Il matrimonio si basa sulla fiducia reciproca e su un progetto comune. Non penso che un buon matrimonio possa nascere firmando un documento che scrive i limiti e le regole sul comportamento dei partner».
LA REAZIONE DELLA SVP. Ieri la Svp ha fatto muro sulla proposta di mediazione di Bessone. Così il presidente Arno Kompatscher: «No, il preambolo non si tocca, perché quella è la griglia dei valori. E la Lega ci deve dire subito se è d’accordo o meno, per poi passare a discutere del resto». Presidente, state di fatto chiedendo alla Lega di non essere più la Lega. Su stranieri e Ue hanno costruito il loro successo. «Il principio dell’uguaglianza dei cittadini è l’articolo 3 della Costituzione e sull’euro dicono che non vogliono l’uscita. Che problema c’è nel dichiararsi d’accordo sul nostro testo?», così Kompatscher. Anche Achammer, che tiene aperto il canale di dialogo, ieri ha preso posizione: «Se non ci sarà consenso della Lega sui tre punti, torneremo nel Parteiausschuss per valutare di nuovo la situazione. Ma c’è una sola opzione (Pd-Verdi, ndr) e la situazione sarebbe molto più complicata». Chiarisce Kompatscher: «Lunedì il “sì” alle trattative con la Lega ha ricevuto una maggioranza così larga perché comprendeva nel pacchetto anche il preambolo sui valori».
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