BOLZANO. «È stato un miracolo - dice il direttore generale Andreas Fabi - se nel 2007 l’allora assessore Theiner è riuscito a istituire l’Asl unica». In realtà, il miracolo è stato puramente teorico, la fusione delle quattro Asl è avvenuta solo a livello giuridico, ma sono stati mantenuti i quattro comprensori che hanno a loro volta ciascuno un direttore di comprensorio, un coordinatore amministrativo, un coordinatore sanitario e uno infermieristico. Non si è avuto il coraggio politico, perché questo avrebbe significato una pesante perdita di consensi per la Svp, di creare davvero un’Asl unica.

E il risultato è che sopra le quattro Asl è stata creata l’Asl unica - il nome è forviante - con il direttore generale Andreas Fabi, il direttore sanitario Oswald Mayr, il direttore amministrativo Marco Cappello e un direttore infermieristico Robert Peer.

Un apparato costosissimo ed elefantiaco che ha di fatto reso impossibile ogni cambiamento. «Oggi - spiega Fabi - i direttori di comprensorio, che sono nominati dalla giunta provinciale, hanno larghi margini di autonomia: ecco perché le decisioni adottate a livello di direzione generale restano lettera morta».

Ora ad attuare quello che si sarebbe dovuto fare sette anni fa ci prova l’assessore Martha Stocker che ha capito che nessuna riforma della sanità, che preveda tagli, accorpamenti, riorganizzazione degli ospedali periferici, sarà mai possibile se non si crea davvero un’Asl unica, perché i vertici di ciascun comprensorio si metteranno regolarmente di traverso.

Ora le dimissioni di Fabi le facilitano il lavoro. I quattro direttori di comprensorio (Tait per Bolzano, Pechlaner per Merano, Gatscher per Bressanone e Amhof per Brunico) decadono, per legge, entro tre mesi dalla nomina del nuovo direttore generale. «Ma prima che ciò avvenga, approveremo- promette Stocker - una nuova legge che elimina la figura dei quattro direttori di comprensorio».

Dovrebbe migliorare l’efficienza dell’intero apparato, si dovrebbe finalmente far decollare la riforma sanitaria, tante volte annunciata; dovrebbero beneficiarne le casse dell’Asl. Tanto per avere un'idea: solo i quattro direttori di comprensorio costano intorno ai 600 mila euro l'anno. Ai quali si aggiungono i circa 700 mila dei vertici dell'Asl unica. Oltre alle spese per i servizi farmaceutici: ce ne sono quattro, invece di uno unico.

Per non parlare dei sistemi informatici: non uno per tutti, ma decine. Questo rende impossibile il dialogo tra i diversi ospedali e costa un sacco di soldi di gestione. «Purtroppo - commenta Paolo Bernardi, vicesegretario dell’Anaao - ora ci si trova a dover fare in poco tempo, quello che Trento, ad esempio, ha fatto nell’arco di vent’anni, riducendo il numero dei primariati, riconvertendo gli ospedali periferici, creando un centro di prenotazione unico». (a.m)