RENON. In tutte le frazioni dell’Altopiano del Renon regna il silenzio. Si piange per una valanga che ha spezzato le vite di padri di famiglia lasciando nell’angoscia chi ancora aspetta una notizia dall’altro capo della provincia. C’è rumore, invece, in val di Vizze, dove le pale degli elicotteri italiani, svizzeri ed austriaci spazzano il cielo sopra i 3.464 metri della Gran Vedretta, la cima nord del Gran Pilastro. Cercano una traccia di Ulrich Seebacher (40 anni) ed Andreas Zöggeler (41), dispersi da sabato sotto la valanga che ha ucciso i compagni di scalata Peter Vigl (44) e Thomas Lun (41). Per non lasciare nulla di intentato il soccorso alpino ha anche chiesto l’aiuto dei colleghi austriaci per monitorare ogni centimetro della montagna. Inutilmente.

«Quella parete l’avevano affrontata decine di volte - sospira Andreas Pöhl, collega e amico di Vigl, Seebacher e Zöggeler nel Cnsas di Renon - e sapevano come affrontarla. Non si sale legati in una condizione del genere. Ci si espone a rischi maggiori e ognuno deve essere responsabile per se stesso. Non erano sprovveduti e conoscevano bene quella montagna. Io non sono andato perché ho sempre timore per i miei figli, ma questo non significa che i miei amici siano andati incontro a pericoli oggettivi senza prendere le dovute precauzioni. Una valanga, in condizioni meteo normali, è semplicemente una fatalità».

Lun e una nuova passione. Non tutti, in realtà, erano esperti alpinisti. Thomas Lun, lattoniere ed agricoltore di Auna di Sotto, aveva scoperto questa passione solo da poco. Da circa sei mesi accompagnava gli amici a scalare le pareti più impegnative. Aveva anche smesso di fumare per essere all’altezza dei compagni. Volontario dei vigili del fuoco aveva intrapreso il percorso per diventarlo anche del soccorso alpino, come i compagni sulla Gran Vedretta. Thomas era il figlio più grande di quattro fratelli (due gemelli ed una sorella) e viveva con la moglie Maria Graaf al civico 20 in via dei Romani ad Auna di Sotto. Sposato da dieci anni era padre di tre bimbi maschi: il più grande è Paul, 9 anni, che frequenta la terza elementare. Poi ci sono i piccoli Lorenz e Moritz. Maria, figlia del sagrestano della parrocchia di Auna, lavora come insegnante in una materna di Renon. Ieri, nel cortile del maso, i bambini giocavano con le stecche da hockey mentre in casa alcuni amici si stringevano alla moglie e ai parenti. La casa vicina è della zia: «Un bravissimo uomo. Non possiamo che piangerlo increduli».

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Vigl, l’artigiano del legno. Peter Vigl, di Collalbo, era molto conosciuto per la sua azienda di risanamento e costruzioni di legno Hält und Gefällt. Ieri la sede in via Peter Mayr era sbarrata (ci lavorava anche Zöggeler) mentre a casa, tra i tornanti e i prati di via Ritzfeld, il fratello si teneva la testa tra le mani. «Il dolore è troppo - racconta un vicino - dobbiamo aiutarlo a sopportare». Vigl, anche lui, aveva tre figli.

Zöggeler adorava le foto. «Appena arrivava in quota - ricorda il capostazione del Cnsas di Renon Gottfried Fuchsberger - Andreas era il primo che tirava fuori la macchina fotografica per immortalare il momento». È straziante l’angoscia in via Muster ad Auna di Sotto, dove Zöggeler vive con la moglie, di orgine slovacca, nel complesso tra i civici 7 e 37. Il marito è ancora disperso sulla Gran Vedretta e le speranza di trovarlo sono sempre più deboli. Tra pochi mesi diventerà papà nuovamente, dato che la donna, cameriera di sala in un locale del Renon, è in dolce attesa. «È un grande sportivo - spiega Josef Niederstätter, amico e panettiere di fiducia - e gioca spesso a calcio. Lo vedo praticamente tutti i giorni in negozio. Siamo davvero angosciati». Abbassa lo sguardo Cecilia Pircher, vicina di casa di Lun in via dei Romani. «Conosco Zöggeler perché ha costruito casa insieme a mio figlio. Ha una sorella ed è un uomo squisito. Siamo attoniti di fronte a questa tragedia».

Seebacher infaticabile. Ama immergersi nella natura UIrich Seebacher, spirito solitario e combattivo, pure lui disperso. «Dall’inizio dell’anno è già andato cento volte al Corno del Renon. In bici o correndo» racconta la padrona di casa che gli affitta il piano rialzato di casa Starkl a Monte di Mezzo. Da tre anni ha scelto un’abitazione avvolta dai boschi. Dipendente comunale, lavora ai cantieri nella zona artigianale di Collalbo come responsabile dell’acqua potabile. Originario di Vanga, dove vivono i tre fratelli, è l’unico non sposato, anche se ha una compagna, di Colma. Oltre che del soccorso alpino è membro degli Schützen ed iscritto a moltissime associazioni del territorio. Conosciuto, amato e rispettato: come gli amici che erano con lui.