BOLZANO. I quasi 80 ospiti di Villa Serena protestano. E lo fanno attraverso i parenti. «Da un mese i nostri anziani genitori mangiano con piatti e forchette di plastica che si spezzano continuamente. Non si va nemmeno ad un pic nic con un servizio del genere. E la retta costa. Tra pensione e assegno della Provincia versiamo più di tremila euro al mese».

Carlo Alberto Librera, responsabile delle case di riposo Assb, si scusa: «Purtroppo abbiamo dovuto ristrutturare la cucina. La direzione aveva avvertito gli ospiti ma il problema si sta prolungando più del previsto». Giorni agitati per la casa di riposo di via Fago. Dopo il week end passato al freddo per colpa di «un’incomprensione con la ditta che ha vinto l’appalto per la manutenzione» arrivano le proteste per pranzi e cene a suon di plastica. Un gruppo di parenti ne approfitta per elencare una serie di disservizi e lamentare una cronica mancanza di infermieri e personale sia per l’assistenza che per le pulizie. «Chi lavora fa il massimo ma poveretti sono troppo pochi e costretti ad una continua rotazione. Nel fine settimana capita che un’assistente debba seguire venti pazienti! Impensabile».

E si levano alte le proteste anche per i tagli che si sono portati via ore di fisioterapia, ore di riabilitazione e tutta la pet therapy. Per non parlare dei due ascensori quasi sempre rotti, del bagno al pianoterra chiuso tutta l’estate, delle poltrone impregnate di pipì e mai lavate. Librera spiega che il personale fa del suo meglio ma ci sono dei problemi. Ma cos’è successo? «La normativa provinciale ci impone standard che dobbiamo rispettare. Ma va detto che spesso gli anziani a cui è stato assegnato un livello assistenziale basso, hanno bisogni ben superiori e così ci troviamo nella situazione di avere personale proporzionato per assistere livelli bassi (sulla carta) a fronte di bisogni reali ben superiori». Parliamo degli infermieri.

«Il loro numero è adeguato alla normativa provinciale che prevede precisi parametri basati sulla non autosufficienza dei residenti». Passiamo ai fisioterapisti. «Anche in questo caso i parametri sono imposti dalla normativa che si basa sui posti letto a prescindere dalla non autosufficienza». E arriviamo al personale assistenziale. «E’ di più rispetto agli standard grazie ad un finanziamento del Comune». E la pet therapy? «Tagliata ma costava 200 euro l’ora».

Librera spiega poi che il nuovo ascensore è in via di realizzazione: «Si dovrà scavare parte della montagna e costerà circa 300 mila euro. E abbiamo anche un Wintergarten in via di progettazione».