BOLZANO. Ebrei e musulmani infilati nello stesso calderone. Comunità «altre», estranee «alla popolazione locale», accomunate dalla pratica «crudele» della macellazione rituale. Freiheitlichen shock ieri in consiglio provinciale. Tutto il gruppo, con primo firmatario Pius Leitner, ha presentato in aula una mozione (bocciata) per la difesa degli animali, contro la macellazione per dissanguamento, senza stordimento. La buona intenzione animalista diventa però un attacco alla comunità ebraica, equiparata ai musulmani. Peccato che la comunità ebraica di Roma sia la più antica del mondo fuori da Israele, presente dai tempi dell’impero romano. E che gli ebrei appartengano alla storia di Italia, cui hanno contribuito e in cui hanno patito ghetti e persecuzioni, fino alla Shoah. Per attaccare i musulmani, di recente immigrazione, e la macellazione rituale che effettivamente crea problemi con fenomeni clandestini, i Freiheitlichen si dedicano anche agli ebrei, ai pochissimi rimasti dopo la Shoah (tra l’altro) nella nostra provincia.

Così si legge: «Le comunità islamiche ed ebraiche sono solite macellare gli animali senza preventivo stordimento, fa- cendoli morire nel modo più crudele. Durante la cosiddetta macellazione rituale gli animali vengono sgozzati senza essere storditi e poi lasciati morire lentamente per dissanguamento. Per tranquillizzare la popolazione si dice che gli animali vengono storditi, ma in realtà lo si fa raramente». E ancora: «Se l'Islam e l'ebraismo prevedono la macellazione ri- tuale, non significa certo che anche altre culture e religioni la debbano permettere sul proprio territorio. Ciò equivarrebbe, infatti, a calpestare le leggi, le opinioni, gli usi e le tradizioni della popolazione locale nonché i principi fondamentali della protezione animali. In tal modo si avrebbe il contrario dell'integrazione, la quale andrebbe invece migliorata cercando di spiegare alle persone che non conoscono i punti essenziali della nostra cultura».

Integrare gli ebrei?

La mozione comunque sollecitava la giunta a «vigilare affinché tutte le persone che vivono in questa provincia rispettino incondizionatamente le disposizioni sulla protezione degli animali».

Facendo appello al self control, Elisabetta Rossi Innerhofer, presidente della Comunità ebraica del Trentino Alto Adige e consigliere nazionale dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane) mette insieme alcune nozioni a disposizione dei Freiheitlichen: «Sempre da quella parte arrivano certe esternazioni. Gli ebrei sono da secoli una presenza in Italia e in Europa. Quanto alla macellazione kosher, è riconosciuta dallo Stato italiano nell’intesa con l’Unione delle comunità ebraiche: viene effettuata solo in macelli riconosciuti, soggetti a tutte le normative. Se fosse necessario, preciso che non esiste alcun fenomeno di macellazione clandestina tra gli ebrei... Siamo molto attenti a ridurre al minimo la sofferenza degli animali. La nostra comunità è sensibile al tema della sofferenza degli animali. Non per caso non esiste una tradizione di caccia tra gli ebrei. E molti di noi sono diventati vegetariani anche per questo...». Ad assurdo si è aggiunto assurdo. Va riportato che solo Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore) ha stigmatizzato in aula il riferimento agli ebrei come comunità «altra». Leitner si è difeso: «La mozione non contiene alcun intento antisemita, si tratta di decidere se dare precedenza alla religione o alla tutela degli animali». La mozione è stata bocciata, ma con numeri generosi. Le premesse e il primo punto (rispetto delle peculiarità religiose, ma ferma condanna per la macellazione rituale) sono stati respinti con 11 sì e 21 no, mentre il secondo punto (vigilare sul rispetto delle norme per la protezione animali) ha raccolto 15 sì e 17 no. (fr.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA