BOLZANIO. Sarà stato il caldo di via Bottai nella sede dei Verdi, o l'ora, le due del pomeriggio, ma alla fine è una metafora di Guido Margheri (Ecosociali) a dirla tutta: "Il nostro rapporto con il Pd e la Svp è come una maionese impazzita. Non serve mescolarla bisogna prepararne una con ingredienti che vadano bene a tutti e tre". Questo è lo stato dei rapporti tra i vecchi alleati. Il momento non è facile per Spagnolli, sindaco senza maggioranza (mancano almeno quattro consiglieri), stretto tra Svp ed Ecosociali.

Così Cecilia Stefanelli (Verdi): "Ascoltiamo le parole del sindaco ma ci sembrano vuote. Continua a sottoporci il suo vecchio programma con qualche piccola modifica qua e là ma anche le modifiche, quelle poche, non vanno nella direzione giusta". Dunque? "Sono pessimista. Molto". Aggiunge Wally Rungger (Verdi): "Spagnolli continua a dirci: voglio soltanto voi. Ci fa piacere ma non basta. Chi ci sposiamo adesso? Il sindaco di oggi o quello di ieri che ci ha scaricato?". Per cui tutto resta fermo. Nessuna accelerazione dopo l'incontro in Comune tra il sindaco e la delegazione ecosociale. Tanto che la Stefanelli ha chiamato i suoi, ieri, per raccontare come era andata e dirsi un paio di cose in famiglia. Ma la famiglia rosso-verde resta perplessa. Legge quello che dicono sui giornali Klaus Ladinser e Dieter Steger e rincula. Poi sente Spagnolli che giura amore eterno verso la vecchia coalizione della vecchia giunta e si chiede quali garanzie abbia da offrire. Ed è questo il punto, emerso con chiarezza ieri al vertice nella sede dei Verdi: non ce ne sono. Oppure sì, ma molto generiche. Ed è come se non ci fossero. Per questo ora gli ecosociali si prendono una breve pausa e si preparano a muoversi su due fronti: preparare un "controprogramma", in sostanza una lista di priorità da presentare a chi chiede il loro aiuto per formare la giunta e la richiesta di incontrare direttamente le delegazioni dei partiti. Non solo il sindaco dunque. Perchè il sindaco propone ma poi gli Obmann o i segretari o gli altri leader di Svp e Pd dispongono altrimenti e allora gli ecosociali vogliono un chiarimento erga omnes. Lo chiederanno alla Svp e al Pd. Soprattutto alla Svp. Loro a un tavolo con davanti Ladinser e Steger per vedere fino a che punto la Volkspartei è disposta a far seguire i fatti alle parole (di fuoco) che spesso si leggono nelle interviste. E poi il programma-priorità. "Ci saranno richieste precise ma anche le soluzioni che noi proponiamo per risolvere i nodi aperti - dice ancora Margheri - tra sicurezza, urbanistica, immigrazione, sociale. Quello del sindaco è un programma troppo generico ancora per poter essere una base seria di discussione". Per cui la sensazione è questa: siamo ancora e solo agli approcci. Nessun progresso dopo il primo giro di consultazioni del sindaco. E emerge l'idea che saranno gli incontri tra le delegazioni dei tre partiti a chiarire molti punti ancora bloccati alle griglie di partenza. Il problema è Benko? Non solo. Chiosa Maria Laura Lorenzini (Ecosociali): "Dite tutti che ci fissiamo con Benko? Mettiamolo pure da parte ma restano tanti passaggi. Che si fa della Sill, come si spendono i soldi nel sociale, quali criteri usare per affrontare il problema della sicurezza percepita o reale?". Ma non potreste mettere da parte Benko e affrontare prima tutti gli altri punti programmatici? "Non siamo noi a mettere Benko davanti - dice Wally Rungger - sono loro. E poi, diciamola tutta: il progetto Benko è talmente invasivo che tocca tutta una serie di altri nodi che non si può lasciarlo da parte".

Anche sul referendum proposto da Spagnolli le perplessità restano tantissime. E allora? "Chiediamo un incontro coi partiti adesso, non solo col sindaco. Noi con le nostre proposte, la Svp e il Pd con le loro - conclude Stefanelli - e allora vedremo chi millanta. Se la Svp resta ferma dov'è la vedo grigia".