BOLZANO. Disponibili a discutere di una modifica alla legge regionale sui vitalizi, senza «soluzioni drastiche»: è questa l’attesa presa di posizione dell’associazione degli ex consiglieri regionali, che si sono incontrati ieri a Trento sull’onda della protesta per gli oltre 80 milioni di euro destinati dal consiglio regionale alla«attualizzazione» dei vitalizi. In sintesi, i vitalizi presenti e futuri, di chi già li percepisce e di chi ne avrà diritto, sono stati ridotti a 2800 euro, in cambio di un indennizzo-liquidazione calcolato sulla base dell’aspettativa di vita. Alla seduta del direttivo hanno partecipato il presidente Pierluigi Angeli e una quindicina di persone, tra cui gli altoatesini Bruno Hosp (vice presidente), Oskar Peterlini, Franz Pahl e Franz Bauer. Sono arrivati anche l’ex presidente del consiglio regionale Rosa Thaler Zelger e Hanspeter Munter.

Questa la decisione del direttivo, che «ha preso in esame la questione dei vitalizi spettanti agli ex consiglieri regionali, così come emersa dopo l’attuazione della legge regionale n. 6 del 2012, a suo tempo approvata a scrutinio segreto con tre voti contrari ed un astenuto. Il consiglio direttivo, in presenza di molteplici prese di posizione politiche, sindacali e dei mezzi di comunicazione, intese a contestare la legittimità giuridica e politica dell’istituto dei vitalizi oltre che la validità della rappresentanza politica e democratica, rileva, anzitutto, che da parecchi decenni questo istituto è previsto dalla legislazione regionale, come per tutte le altre istituzioni politico-legislative, ed ha avuto numerosi interventi che lo hanno – via via – ridimensionato. L’ultimo di tali interventi è quello della legge regionale sopracitata, la quale ha perseguito l’obiettivo di definire un percorso per il superamento del sistema dei vitalizi con un rilevante risparmio per il bilancio del Consiglio Regionale. Mentre gli assegni vitalizi sono stati notevolmente ridotti fino ad un massimo del 60%, il legislatore regionale ha ritenuto di attualizzare in parte la misura del vitalizio in base all’aspettativa di vita dei singoli. Il consiglio direttivo prende atto delle reazioni della pubblica opinione in ordine all’entità delle cifre e dichiara la sua disponibilità, come sempre fatto in passato, a ricercare forme equitative che evitino soluzioni drastiche. Ciò si renderà tanto più possibile quanto più – da parte di tutti – vi sarà un atteggiamento responsabile e collaborativo».