BOLZANO. «Non solo non c'è una circonvallazione; non abbiamo neanche impianti sportivi di livello come nei posti più sperduti della provincia. I nostri sono vecchi e obsoleti, perché purtroppo in questi anni Bolzano è rimasta ferma, mentre gli altri Comuni sono andati avanti. Il Palamazzali è completamente da rifare. Per questo in quella zona vicino al Drusetto si vorrebbe realizzare una nuova cittadella dello sport. Il centro sportivo di Maso della Pieve ha bisogno di un importante intervento di ristrutturazione. Lì abbiamo in programma la costruzione della nuova piscina coperta da 50 metri».

Visto il quadro tutt'altro che entusiasmante, soprattutto se confrontato con il resto della provincia, il sindaco Claudio Corrarati vorrebbe agire su più fronti: investire nel rinnovamento degli impianti esistenti e magari costruirne di nuovi; cambiare sistema di gestione. Di recente la gestione della cittadella sportiva di via Maso della Pieve è stata assegnata al Centro Tennis Ussa, alla Virtus Bolzano e all'Associazione sportiva dilettantistica Oltrisarco che si sono aggiudicate la gara bandita dal Comune.

Da questo mese (prevista una proroga tecnica per permettere il passaggio delle consegne) subentrano alla cooperativa Sport City. Per il 2026 non è previsto che scadano altri contratti; avverrà nel 2027. «Questo ci consente - spiega l'assessore al patrimonio Claudio Della Ratta - di avere il tempo di valutare quale sistema adottare per gestire al meglio gli impianti. Oggi se ne occupano le società sportive; si potrebbe pensare di affidare tutta questa parte ad una società unica. Un'ipotesi potrebbe essere Seab che si occupa già del Palaonda».

In attesa di mettere in campo nuove strategie, la giunta, nell'ultima seduta dell'anno, ha approvato una delibera dell'assessora Patrizia Brillo con cui si dà il via ad una gara d'appalto per l'affidamento, per due anni - l'attuale contratto scade il 31 gennaio ma una proroga tecnica consente di andare avanti fino al 31 agosto - del servizio di pulizia, assistenza bagnanti, servizio di cassa, oltre ad apertura, chiusura, sorveglianza e custodia del centro natatorio di viale Trieste. Il prezzo base per l'appalto fissato dall'ufficio estimo è di 972 mila euro all'anno. Nel contratto non si fa cenno al ristorante del lido che è chiuso da alcuni anni.

«Purtroppo le ultime gare - ricorda Della Ratta - sono andate deserte. Evidentemente per i ristoratori, il locale non è interessante». Per questo la giunta ha chiesto al vicesindaco Stephan Konder di elaborare un progetto che - senza grossi investimenti - consenta di sistemare il ristorante e di renderlo attrattivo per gli operatori del settore. Lo stesso dicasi per il centro wellness sempre di viale Trieste: la struttura è piccola e vecchia. Niente in confronto ai centri wellness pubblici che, nel corso degli anni, sono stati aperti in giro per la provincia e sono presi d'assalto oltre che dai locali anche dai turisti. A.M.