BOLZANO. L’incidente mortale del Renon non è avvenuto su una pista da slittino. Ci tengono a sottolinearlo gli impiantisti altoatesini, ai quali preme anche far sapere che le piste da slitta in provincia son sicure, di alto livello.

Chiarisce Alessandro Marzola: «Sulla Plose, quando noleggiamo uno slittino, agli ospiti forniamo un volantino trilingue nel quale si spiega come funzionano le attrezzature, come vestirsi, che scarpe usare. I Moonboot, per dire, non vanno bene; ci vogliono scarpe adeguate, per frenare bene». Inoltre, nelle giornate di punta, di domenica e nei festivi «all’imbocco della pista da slittino c’è personale specializzato. Fornisce consigli, capisce subito se il tal turista è in grado di sterzare, di frenare». Poi, «ovviamente lungo la pista c’è abbondante segnaletica trilingue - italiana, tedesca e inglese - comprese le regole di comportamento». Ogni anno viene fatto qualcosa di più, «anche perché noi locali siamo abituati ad andare in slitta fin da bambini, i turisti molto spesso no». Ogni anno, sulla lunghissima pista della Plose scendono circa 80 mila persone. «In media gli incidenti si attestano sui 15, molti meno di quelli agli sciatori, anche se a volte recuperare gli slittinisti infortunati è un po’ più complicato: la pista è nel bosco e bisogna portarli fin giù a valle». Alla Plose la sicurezza passiva è affidata a 2,5 km di balaustre in legno come quelle per le gare di slittino su pista naturale più altri 1500 metri di materassi, «nei punti più ripidi, dove ci sono scarpate, curve secche». La pista incrocia quella da sci solo in due punti, «la segnaletica però abbonda, la pista è delimitata da reti blu». Anche grazie al servizio in pista dei carabinieri si sono adottati tutti gli accorgimenti possibili e immaginabili, «anche se la fantasia dei turisti spesso è difficile da immaginare. Solo ieri, pur in assenza di neve naturale, anziché sulla pista un gruppo di turisti stava tentando di scendere in slitta lungo una strada forestale...»

Conferma Siegfried Pichler (Obereggen): «Sarebbe molto importante l’auto-responsabilità da parte dei turisti. Noi possiamo fare di tutto, ma se poi chi slitta non pone attenzione a ciò che fa...» Negli ultimi anni lo slittino è molto evoluto, si è molto sviluppato. «Come sulle piste da discesa anche per la slitta abbiamo investito molto in sicurezza» E non solo. La pista viene innevata artificialmente e illuminata. «Quasi il 50% del nostro pubblico notturno non scia, slitta». Due volte al giorno la pista viene battuta, anche perché nelle giornate di punta ci sono fra i 300 e i 400 passaggi. «Col battipista si elimina il ghiaccio, pericoloso, e si lascia solo la neve». «Quello che facciamo è soprattutto sensibilizzare: brochure al noleggio slitte, dove consigliamo l’uso del casco e di scarpe adeguate». No a doposci, scarponi da sci, scarpe da ginnastica. «Incidenti gravi non ne abbiamo avuti. Spesso sulle piste da slittino ci si scontra fra chi scende e chi sale a piedi, noi per questo abbiamo realizzato un marciapiedi laterale per i pedoni». L’anno scorso, poi, si è inaugurata una pista da slittino breve (750 metri) e facile, per le famiglie, in modo che i patiti della slitta non si dividano la pista con mamme e bimbi piccoli. «Come nel resto dell’Alto Adige, le nostre piste, gestite professionalmente, garantiscono un elevato grado di sicurezza».