BOLZANO. «Investire in innovazione ed istruzione». Due fattori-chiave, secondo Giorgio Squinzi, per recuperare competitività e crescita. Due punti sotto la lente di ingrandimento degli industriali di Italia e Germania. Stati molto simili dal punto di vista manifatturiero, anche se con sistemi-Paese in parte diversi. Si è iniziato a discuterne ieri a Bolzano - con le conclusioni che verranno tirate oggi - al 4° Business Forum italo-tedesco tra Confindustria e l’omologa associazione germanica Bdi. Presenti i vertici associativi ad iniziare dai presidenti Giorgio Squinzi e Ulrich Grillo. Apprendistato e formazione duale sotto i riflettori, ma non solo. Intanto alla due-giorni bolzanina subito da sottolineare il plauso degli industriali alle mosse del governo Renzi in tema di lavoro.

«Il nostro giudizio è positivo e tifiamo per Renzi», sottolinea Grillo. «Renzi - aggiunge il presidente Bdi - dimostra una grande voglia di riforme e potrebbe diventare un esempio per tutta l'Europa. Il premier italiano si è posto molti obiettivi e noi lo sosteniamo». Squinzi entra a Palazzo Mercantile, sede del vertice, senza alcun commento. Ma proprio dagli industriali arrivano parole di incoraggiamento indirizzate al governo. Per il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, il plauso europeo per Renzi conferma «la visione che le riforme sono partite. Sono anni che si parla di queste riforme è finalmente si parte». Gay auspica poi che «ci sia fermezza nel andare avanti e voglia di modernizzare». Leggi Jobs Act.

Secondo il presidente dei Giovani imprenditori, «il momento economico è sotto gli occhi di tutti. Speriamo che il clima cambi nei prossimi mesi, anche grazie a una fiducia che potrebbe riprendere, vedendo un po' di stabilità all'orizzonte».

Innovazione e formazione. «Assumere giovani - evidenzia Gay - vale la pena, perché portano innovazione, energia e tante competenze centrali per le nostre aziende».

Dentro c’è anche il ministro Stefania Giannini. In mattinata ha lodato il sistema scolastico altoatesino. Al vertice prende la parola Giorgio Squinzi. «Il nostro Forum cade quest’anno in un momento molto delicato per l’Europa. Dopo sette anni di crisi, ci auguravamo che gli sforzi profusi per ridare slancio all’economia europea, e che per l’Italia hanno comportato sacrifici significativi per imprese e cittadini, potessero dare finalmente dei buoni risultati. Ma il dato reale è che nulla è cambiato», sottolinea il presidente di Confindustria. Per quest’ultimo è «fondamentale e imprescindibile un’azione congiunta affinché tanto la Ue, quanto i singoli Paesi, mettano in campo tutte le misure necessarie per tornare a crescere. Con soddisfazione mi sembra di poter dire che il dibattito europeo degli ultimi mesi abbia il tema della crescita e della competitività quali obiettivi prioritari dell’azione politica e strategica dell’Unione».

Il presidente designato della Commissione, Juncker, ha, infatti, deciso di centrare il suo programma politico del prossimo quinquennio su tre pilastri: occupazione, crescita ed investimenti. Oggi la conclusione del vertice. Dagli imprenditori ci si aspettano proposte concrete.