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BOLZANO. Un tappeto colorato di trecento tulipani gialli e rossi spazzato via in poche ore. Distrutti i rosai, scavato il terreno dove un tempo c'erano gli orti. La trama è sempre la stessa: un giorno c'è una campagna o un giardino. Il giorno dopo, solo terra spianata, perché bisogna costruire. Fa parte del gioco. Ma quando in quel giardino ci si è sporcati le mani per settant'anni, è un colpo al cuore. Bruno Cinanni, 92enne, residente al civico 87 di via Roma (poco prima del sottopassaggio), martedì mattina ha chiamato i figli, i parenti e gli amici: «Venite a prendervi qualche tulipano che questa primavera sono stupendi». Ha pranzato, ha riposato, ma al suo risveglio, nel campo sotto casa, non c'era più niente: solo bulbi di tulipano sparsi nei solchi delle gru. Sono iniziati anche in quel punto di via Roma i lavori per il grande progetto ferroviario del Virgolo (Rfi), che prevede la realizzazione del nuovo tunnel ferroviario a tre binari per ottimizzare il trasporto su rotaia. Un anno fa il terreno, prima di proprietà del Comune e destinato agli orti dei pensionati, è stato espropriato. Il cantiere sarebbero dovuto partire a settembre. «Invece è iniziato in ritardo all'improvviso, senza avvertirci - protesta Cinanni - in piena fioritura. Lo avessimo saputo qualche giorno prima, avremmo potuto organizzarci: salvare il salvabile delle piante. Invece così è andato perso tutto. Ieri abbiamo raccolto bulbi di tulipani fino a sera». Ora la preoccupazione è per gli alberi di fico. «Li ho piantati settant'anni fa - racconta Cinanni, mentre dal suo balcone indica ciò che rimane delle piante - Non so come, ma sarebbe bello salvarli. Questo terreno è una parte di noi».
Dagli orti al cantiere
Il condominio al civico 87 di via Roma, costruito circa settant'anni fa, era stato destinato ai dipendenti comunali. In concomitanza con l'assegnazione degli alloggi, il Comune aveva concesso agli inquilini tramite contratto la possibilità di usufruire del terreno antistante, proprio lungo la ferrovia, per poterci realizzare degli orti. Allo scadere del contratto, una decina di anni fa, il Comune voleva riappropriarsi del terreno per riassegnarlo agli anziani tramite graduatoria. Cinanni e i vicini rischiavano di perdere l'orto che avevano curato per sessant'anni. «Dopo una lotta disperata - racconta la figlia Ivana - siamo riusciti a fare riassegnare gli orti agli anziani del condominio». Da quando il terreno era stato espropriato, gli orti non c'erano più. «Ma ci restavano i fiori», sospira Cinanni.
Gli orti lungo il Talvera
Lungo il Talvera, a nord di ponte Sant'Antonio, c'è un altro cantiere che minaccia gli orti dei pensionati. Quando inizieranno i lavori per il tunnel di Monte Tondo, è probabile che anche quei settantanove appezzamenti di terra che il Comune concede agli anziani saranno estirpati. Si parla di anni. «Noi non ci saremo più», scherza qualche fiduciario, impegnato nel quotidiano lavoro nell'orto. Però si percepisce l'amarezza all'idea che anche questa oasi di natura e tranquillità possa scomparire. Attualmente sono 231 gli orti pubblici sparsi nelle diverse zone della città. Il Comune li mette a disposizione dei cittadini con almeno sessant'anni di età in cambio di un simbolico canone di 42 euro l'anno. Per gli anziani sono un bene prezioso: tanto che ogni anno arrivano diverse richieste, non sempre facili da accogliere tutte. «La zona di ponte Adige doveva supplire alla mancanza di appezzamenti, ma stiamo aspettando riscontro per il cantiere ferroviario che interessa anche quella zona - così l'assessora Chiara Rabini - Nel frattempo stiamo lavorando per individuare nuove aree da destinare agli orti».


