PHOTO
BRESSANONE. Coinvolgere maggiormente i giovani, le scuole ed i centri giovanili alla rinascita del giardino vescovile per il benessere di tutti. Chi si comporta male a scuola, dovrebbe andare a pulire il parco al posto della sospensione disciplinare. Questa è solo una delle idee del direttore della scuola professionali “Enrico Mattei”, nonché consigliere comunale, Alberto Conci, per cercare di far rinascere il parco vescovile dopo l'ultimo periodo di assoluta non curanza da parte del Comune.
Con oggi, infatti, il parco chiuderà i battenti per dare il via ufficiale ai lavori che lo dovrebbero riportare alla sua rinascita grazie al progetto del raggruppamento meranese composto dallo studio di architettura paesaggista “freilicht“ e dagli architetti Klotzner e Höller, i quali hanno elaborato un progetto che, a loro dire, riuscirà a creare un connubio armonioso tra il carattere storico del giardino ed elementi nuovi e moderni. Nulla a che fare dunque con la situazione attuale che oggi è sotto gli occhi di tutti. Di sicuro impatto sono le dichiarazioni di Alberto Conci che spiega come invece di fare tante promesse, bisognerebbe passare ai fatti: «Coinvolgere maggiormente i giovani della città? Perchè no? Gli studenti potrebbero pulire il parco quando a scuola si comportano male ed in alternativa alle sospensioni disciplinari potrebbero pulire, tagliare erba sotto sorveglianza degli educatori del distretto sociale o di qualche docente più disponibile – spiega Conci - Credo che i giovani vadano coinvolti perché hanno molte potenzialità nella nostra realtà quotidiana. Vanno coinvolti i centri giovanili e le scuole medie e superiori affinché i giovani usufruiscano degli spazi verdi per ritrovarsi, conversare fare musica. Per quanto riguarda la difficile situazioni dei senzatetto al parco, c'è da dire che dove c'è confusione le persone senza dimora non si soffermano, di conseguenza i giardini vescovili cadono a fagiolo. I parchi sono fortemente collegati al centro storico come era anticamente e pertanto essendo una continuità vanno curati, abbelliti e soprattutto controllati. L'aumento della povertà globale porta conseguentemente un incremento di persone senza dimora che vivono in strada. I servizi sociali devono occuparsi della loro accoglienza almeno temporanea e senza creare forme di assistenzialismo che non portano all'autonomia dei bisognosi e indigenti. Il Comune, dove l'assessorato Bacher è molto sensibile ed attivo, deve prevedere maggiore interventi di pulizia e riordino mentre la polizia municipale deve intensificare i passaggi e monitorare con più assiduità il territorio dei giardini cittadini. Non viviamo più in un paese tranquillo e scevro da microcriminalità ma bisogna tutti aumentare la percezione che i tempi sono cambiati, in peggio».


