BOLZANO. Luisa Gnecchi (Pd) ha firmato nel 2008 la legge di riforma della scuola del primo ciclo, poi ha lasciato Palazzo Widmann per la Camera. «Adesso si deve procedere speditamente sull'insegnamento veicolare».
Le classi bilingui sono ancora limitate. L'assessore Tommasini punta ad allargarle.
«Infatti si deve andare avanti velocemente. Per fortuna si muove qualcosa anche nel mondo tedesco, a partire dalle dichiarazioni di Dieter Steger in appoggio a Tommasini. La cosa ideale sarebbe spingere sulla scuola materna, con un insegnante di lingua italiana e uno di lingua tedesca».
Dall'anno prossimo verrà istituzionalizzato l'insegnamento veicolare alle medie Foscolo, poi partiranno anche le Archimede, per accogliere i bambini che escono dalla classi bilingui delle elementari.
«Questo va benissimo, ma insisto anche sulle materne, perché con i bambini di quella età attraverso il gioco puoi fare un lavoro enorme sulla lingua, anche sulla pronuncia. Per dirla tutta, il mio sogno sarebbe una scuola materna così organizzata: una sezione con due maestri di lingua italiana, una sezione con due maestri di lingua tedesca, una sezione con un insegnante italiano e uno tedesco. La scelta poi spetterebbe alla famiglia».
Sotto lo stesso tetto?
«Sì».
In Provincia si terrà una riunione di tutti i consiglieri di lingua italiana per provare a stabilire una linea comune in vista della discussione sulla legge per la toponomastica. Cosa ne pensa?
«Un passo giusto, vista l'importanza del tema. Devo dire che è stato fatto anche in passato proprio in occasione della riforma della scuola, dove volevo spingere per l'inserimento dell'insegnamento veicolare. Ne discussi con i consiglieri di centrodestra, a partire da Minniti che da figlio di una brava insegnante capiva l'importanza del tema. Nonostante stessimo parlando dell'applicazione della riforma Moratti, sono riuscita a collaborare con il centrodestra. Nel caso estremo avrei chiesto la votazione separata per gruppo linguistico».
E' opportuno che i consiglieri italiani trovino una linea comune sulla toponomastica?
«Direi che ci vorrà l'accordo di tutti, anche della Svp: su questi temi le leggi non possono passare solo con la forza dei numeri».
Il Pd ha rifiutato di firmare il testo della Svp.
«Ha fatto bene. Il principio della verifica dell'uso in teoria potrebbe essere sensato, se certificasse la situazione. Ma la commissione dovrebbe essere paritetica e l'eventuale sondaggio sulla popolazione andrebbe effettuato a livello provinciale, non certo comune per comune. In generale sarei stanca di sentire parlare di questo tema, quando ci aspettiamo che i nomi dei luoghi siano definitivamente bilingui e basta».
A proposito di dialogo bipartisan, come giudica la proposta di Luigi Spagnolli di andare alle provinciali non con la lista del Pd, ma con un progetto autonomista allargato?
«Mancano quasi tre anni alle provinciali».
Non può cavarsela così.
«Siamo per un Pd forte e sono passati solo tre anni dalla sua fondazione. Penso, come Bersani, che non si debba superare Berlusconi con un presidente padre padrone. Così a Bolzano il problema del centrosinistra non è dividerci già nel 2011 sulla lista, ma costruirci giorno per giorno e fare in modo che la presunzione di singole persone lasci spazio ai progetti».
Ma Spagnolli accusa il Pd di perdere i pezzi, invece di allargarsi.
«Perdere pezzi? Se ne sono andate un paio di persone, Barbara Repetto e Diego Cavagna».
E gruppi relativi.
«Poche persone. Abbiamo due assessori provinciali che collaborano e un partito che non ha problemi».
Lei è sempre stata scettica sui rapporti Svp-Pdl. Negli ultimi giorni sono arrivate dichiarazioni di ghiaccio su Bondi e Berlusconi.
«Non mi scomponevo prima, quando si parlava di svolta a destra, non mi scompongo ora. Bondi pagherà con la Svp il restauro del Monumento alla Vittoria. Su Berlusconi non mi stupisce che la sua condotta provochi una reazione così forte nella Svp: siamo una terra con valori cattolici radicati, una cultura di affermazione della donna e l'abitudine a politici che rispettano le istituzioni. Ma insisto, non prevedo scossoni, finché la Svp non farà la scelta decisiva».
Quale?
«Se continuare ad essere blockfrei o no. Secondo me è giusto che scelgano».
Com'è il clima alla Camera? Cosa le raccontano i parlamentari di centrodestra lontano dalle dichiarazioni ufficiali?
«Lo scandalo sessuale di Berlusconi provoca insofferenza in alcuni di loro, altri sono costretti al silenzio perché sono stati eletti così. La cosa che mi fa più rabbia e che questa vicenda passa sotto silenzio comportamenti gravissimi del governo, come la confusione totale che stanno provocando sulle pensioni, la materia di cui più mi occupo: nell'ordine, hanno varato il pensionamento coatto dei lavoratori con oltre 40 anni di contributi nel pubblico impiego, sono state costrette alla pensione le donne di 58 anni, poi hanno alzato la soglia per le donne a 61 anni, poi 65 anni, poi spostato tutti di un anno. Cosa vogliono, mandare le persone in pensione o tenerli al lavoro? Ma i media parlano solo di escort».

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