BOLZANO. La bocciatura della parità di genere alla Camera non è piaciuta alle donne del Pd, compresa la deputata bolzanina Luisa Gnecchi. «Alla fine, anche nel nostro partito, sono mancati 50-60 voti. Come è potuto succedere? Beh, i colleghi più ossequiosi, gli zerbini, hanno votato in base all’accordo Berlusconi-Renzi». Molti se l’aspettavano, ma non la Gnecchi: «Tutto il Pd avrebbe dovuto votare a favore: ce l’abbiamo nello Statuto, alle primarie ci sono le preferenze con il vincolo di genere e alla Camera avevamo chiesto il voto palese. Se posso aggiungere una cosa, anche se è una magra consolazione, i grillini hanno fatto persino peggio di noi». Gnecchi non risparmia poi una stoccata a Renzi: «Lui fa la parte di quello bravo, bello e veloce e se qualcosa non va la colpa è dei parlamentari». Duro il comunicato delle donne dei Verdi (Foppa, Gruber, Trincanato, Letrari, Rungger, Kury, Schmiedhofer, Wieser e Brugger), secondo le quali la legge elettorale Renzi-Berlusconi porterà a teste di lista senza donne. «Siamo deluse e indignate e anche stanche di dover sempre assistere a questo modo di fare: anche in futuro dovremo sgomitare all’interno dei partiti. Tutto ciò significa una perdita di diversità e democrazia. È un’occasione mancata per un’Italia che si conferma molto arretrata su questi temi». Anche per l’associazione “Se non ora quando” il Parlamento non ha dato certo «prova di democrazia».

Ieri intanto la Camera ha respinto per 20 voti di scarto (grazie ai sottosegretari) l'emendamento Gitti che mirava a introdurre la doppia preferenza con il vincolo dell'alternanza uomo-donna. Ci sono stati 277 sì, 297 no e un astenuto. «Ma il nostro capogruppo Speranza - precisa Luisa Gnecchi - si è impegnato a porre la questione al Senato». Anche per il sottosegretario del Pd Gianclaudio Bressa la questione quote rose è stata «un errore colossale».

Ieri è stato approvato, intanto, il cuore dell’Italicum, senza preferenze. Confermate, infatti, le liste bloccate con collegi plurinominali.

Nel collegio Bolzano-Laives secondo Gnecchi sarà necessario un accordo politico con la Svp: «Noi potremmo garantire i voti per l’europarlamentare della Stella Alpina e chiederemo al partito di raccolta di non presentare un proprio candidato nel collegio a maggioranza italiana». Per Bressa l’Italicum “corretto” tutela invece il gruppo italiano. «Gli altri collegi saranno Pusteria/val d’Isarco; Merano/Burgraviato, Bassa Atesina/valli ladine/Fiè/val d’Ega».

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