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MERANO. Giancarlo Godio morì il 13 ottobre 1994 in un incidente aereo sulle montagne del Vicentino. Vent’anni fa. Era di ritorno dall'Istria, a bordo di un piccolo velivolo pilotato da Harold Turcker, commerciante bolzanino. Con loro viaggiava anche Johann Gross, uno chef molto conosciuto e apprezzato a Merano. Turcker, che poteva contare su una buona esperienza di volo, aveva deciso di raggiungere Bolzano prendendo una scorciatoia ben nota ai piloti della zona. A tradirlo fu la nebbia, scesa all'improvviso. Il «Trinitad TB20» si schiantò contro la parete rocciosa del Campomolon. Fu una grave perdita per la gastronomia altoatesina.
Godio era un nome di prestigio nel panorama nazionale ed anche europeo. Il destino volle che nascesse a Parigi, dove lavoravano temporaneamente i genitori. Giancarlo, 'Gian" come lo chiamavano gli amici, trascorse infanzia e adolescenza a Gattico, provincia di Novara, paese d'origine della famiglia. La sua grande passione, la cucina, scoppiò in piena adolescenza. Godio cominciò a lavare piatti e pelare montagne di patate, prima di accedere...ai fornelli. Dopo alcuni anni di qua e di là approdò all'"Aquila nera" di Ortisei, un hotel di gran classe e tradizione. Fu nominato chef di cucina a soli 24 anni. A Ortisei Giancarlo Godio conobbe la futura moglie Elisabeth. Una volta sposati decisero di mettersi in proprio prendendo in gestione la mensa dell'Enel in fondo alla val d'Ultimo. Erano i primi anni Settanta con numerosi operai all'opera per completare le centrali idroelettriche e i laghetti artificiali. Godio non si accontentò di preparare spaghetti e «milanesi» con patatine. In una saletta a parte cominciò a proporre agli ospiti di passaggio una carta con piatti particolari e un menù a sorpresa. Da che mondo e mondo la migliore pubblicità è il passaparola.
In breve la «Genziana» divenne un punto di riferimento fondamentale per i buongustai che giungevano da ogni parte d'Italia e d'Europa. Nel 1978 ottenne la stella Michelin, la prima in regione nella famosa guida redatta anche in italiano. Riuscire ad andare a pranzo o meglio a cena da Godio era motivo d'orgoglio per tutti coloro che amavano la buona cucina. Da anni è istituito un premio fra i cuochi altoatesini in nome di Godio. Un precursore ed esempio per i cuochi stellati venuti dopo di lui. (e.d.)


