BOLZANO. Lo stato di insolvenza di Air Alps - tanto che da Innsbruck arrivano notizie di un "buco" di una dozzina di milioni di euro, ma pare anche della "società madre" "Welcome Air" (di proprietà della "Lions Air Group" di Zurigo) - ha cancellato ogni collegamento di linea dall'aeroporto di San Giacomo. E ieri in giunta il presidente Durnwalder ha affrontato la questione in termini di urgenza. «Ci stiamo muovendo in tutte le direzioni possibili per arrivare ad una soluzione in tempi rapidi e attualmente ci sono già tre società interessate a subentrare ad Air Alps».

Si tratta della società "Altenrhein St. Gallen" dell'omonimo cantone svizzero, dell'austriaca "People's Viennaline" e, come anticipato ieri dall'Alto Adige, del gruppo bolzanino Fri-El Green Power dei fratelli Gostner. Ed è proprio con Josef Gostner - pilota patito del volo come i fratelli - che approfondiamo i termini del suo progetto. Gostner, disponibili dunque a rilevare la linea Bolzano-Roma? «E' un progetto che le confermo e che abbiamo già illustrato anche in Provincia. In sostanza è tutto abbastanza semplice considerato che l'hangar presso l'aeroporto, dove possono essere ospitati quattro velivoli, già l'abbiamo realizzato e quindi si tratterebbe di avere in affitto gli aeromobili di Air Alps ed assumere una decina di piloti per poter riavviare il servizio sulla linea Bolzano-Roma». Però oggi Air Alps quella licenza di volo non l'ha più.

«Così dicono. Ma si tratta di passaggi burocratici: una licenza può essere ritirata per insolvenza, ma poi può essere anche riconsegnata se le ragioni del ritiro vengono meno. In ogni caso i nostri avvocati e commercialisti si stanno interessando su tutte le procedure che sarà necessario seguire». Un'offerta come la vostra farà riferimento anche alla cordata di imprenditori sudtirolesi che sotto la guida di Franz Senfter sono stati presenti fino al 2009 in Air Alps? «Assolutamente no. E' un nostro progetto che vorremmo poter concretizzare e gestire da soli. Abbiamo la forza per poterlo affrontare senza grandi preoccupazioni».

Però in Provincia stanno pensando a predisporre una gara europea per individuare il nuovo o i nuovi vettori che possano far riferimento all'aeroporto di San Giacomo. «Guardi, stiamo approfondendo ogni aspetto legale e procedurale. Tuttavia non credo proprio che per avere una licenza di volo sia necessario ricorrere ad una gara europea. Anche perché noi non vorremmo alcun coinvolgimento di denaro pubblico».

Quale investimento avete previsto grosso modo di mettere in campo? «Non si tratta di grandi cifre considerato che, come le dicevo prima, si tratta di prendere in affitto dei velivoli e assumere il personale necessario; l'hangar è già pronto. In questo caso più che investimenti credo sia necessario mettere in campo organizzazione». Pensate solo alla linea con Roma? «Per il momento sì. Poi, se le cose andranno bene e il mercato evidenzierà nuove opportunità verso Francoforte più che verso Vienna, tanto per fare due esempi, si analizzeranno eventualmente le possibilità di sviluppo del progetto».

Una delle preoccupazioni maggiori è legata ai tempi. Lei che previsione temporale si è fatto? «Ad essere ottimisti direi che stiamo parlando di un ordine temporale fra i tre e i sei mesi».

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