MERANO. Tanta gente, anche se meno dello scorso anno, per un Gran Premio più "popolare" dei precedenti. Ma fa un notevole effetto - e non proprio piacevole - vedere tante persone sotto la copertura di una tribuna che sta cadendo a pezzi. Un po' alla volta. Urgono interventi urgenti per sistemarla, per darle un po' di colore nuovo. Perchè lo merita l'ippodromo e soprattutto la corsa ad ostacoli per eccellenza che anche ieri ha dimostrato come il suo fascino è rimasto immutato nei 71 anni di questa storia ippica. Non c'è più la corsa ai capi di abbigliamento in sintonia con la moda, complice anche il prorogato ritorno dell'ora solare. Tutte le donne - o quasi - preferiscono lo stile casual. Che è ideale per ogni occasione. Le eccezioni non sono mancate, neppure ieri pomeriggio, ma erano decisamente in minoranza. In una giornata caratterizzata dal sole ma anche da un fastidioso vento, è stato un Gran Premio decisamente più "popolare" dei precedenti. Complici le scelte della Merano Maia apparsi felici, a cominciare dallo stand di champagne Perrier Jouet a ridosso del tondino e soprattutto da quello dei prodotti altoatesini allestito da Pur Südtirol. In più le Ferrari Challenge e alcuni mezzi storici fra i quali un furgone adibito a caffè ambulante. In più Vespa storiche abbinate a nuovi mezzi della Fiat. E' piaciuto anche lo spazio gestito da Jerry Studio Music Show che ha proposto, fra una corsa e l'altra, esibizioni di balli latino americani. E per i bimbi - moltissimi - anche il pony Wendy - fa parte dello staff di Equispera che opera nel settore della riabilitazione - grazie al quale sono state possibili cavalcate nell'area del parco giochi. E' piaciuto anche lo stand allestito da Pardubice con i celebri cristalli di Boemia, allestito in onore dell'amicizia fra Merano e la località ceka nel cui ippodromo domenica 10 ottobre si correrà la Velka Pardubika, l'omologo del Gran Premio meranese. In sostanza: una giornata nel rispetto delle collaudate tradizioni di ogni Gran Premio. E' stata la festa dell'ostacolismo condizionata, ancora una volta, dalle condizioni di un ippodromo che merita proprio una radicale sistemazione.