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MERANO. Sul Gran Premio torna il sereno, e non ci riferiamo solo al maltempo dei giorni scorsi. Oltre alla confermata disponibilità della parte superiore della tribuna principale, notizia che l'Alto Adige aveva anticipato già venerdì scorso, al Palace Henri Chenot, presidente di Merano Maia, e Massimiliano Sturaro, amministratore delegato della stessa società di gestione dell'ippodromo, hanno annunciato altre due buone notizie, per gli appassionati che domenica affolleranno l'impianto ippico di Maia Bassa: torna la disponibilità dell'area delle caserme "Rossi" solitamente destinata a parcheggio; in più, nell'ambito di un'operazione simpatia pensata anche in considerazione dei problemi alla tribuna e delle polemiche delle scorse settimane, Merano Maia ha pensato ad una sostanziosa riduzione del prezzo del biglietto d'ingresso.
«Fare il punto, dopo tutto quello che è successo nelle scorse settimane era necessario - spiega il presidente Chenot -, anche perché ho letto molte cose non vere. Conosciamo i problemi della tribuna, è successo quello che succede quando prendi in mano strutture vecchie di cent'anni, come fu per il nostro avvento al Palace. Un evento comunque imprevedibile, a detta dei tecnici, al quale siamo riusciti ad ovviare lavorando molto. Abbiamo temuto di dover montare una tribuna mobile, che sarebbe stata scomodissima, specie se avesse piovuto, invece con la disponibilità della parte superiore della tribuna siamo "salvi". Per venire incontro alla gente, abbiamo pensato ad una riduzione del prezzo dei biglietti, da 15 a 10 euro, 7 per i ridotti. Dopo un iniziale contrasto con l'Esercito, il piazzale delle caserme Rossi sarà a nostra disposizione per il parcheggio».
Chenot ha risposto vivacemente anche alle domande più "pericolose". In primis, quella sulla clamorosa protesta della Forst che, venuta a sapere dei problemi alla tribuna principale, ha rinunciato a parte delle iniziative promozionali solitamente organizzate in occasione del Gran Premio. «Quello della Forst è un problema loro - puntualizza il presidente di Merano Maia -. Noi sappiamo quello che dobbiamo fare per il futuro, loro vedano cosa fare della loro sponsorizzazione. Uno sponsor ha ovviamente un'ottica diversa, rispetto a quella della società di gestione, ma sponsor ce ne sono tanti. Maia non ha bisogno di veleni, ma di pace e tranquillità».
E a chi invece gli faceva notare che piuttosto che abbassare il prezzo dei biglietti d'ingresso forse sarebbe stato meglio distribuirli gratuitamente, come faceva la società di gestione precedente, Chenot ha ribattuto a muso ancor più duro: «La società precedente era il Comune, che con i soldi dei contribuenti può fare quello che vuole. Noi abbiamo il dovere della buona gestione». «Io facevo parte di quella società - ha aggiunto l'amministratore delegato di Merano Maia, Sturaro - e posso assicurare che i biglietti gratuiti non hanno avuto nessun riflesso positivo sul volume delle giocate». E questo è il presente.
Ma il presidente Chenot guarda al futuro. «Entro la fine dell'anno vi annunceremo le novità di Maia. Con sole ventitrè giornate di gara all'anno non avremmo un futuro, l'ippodromo deve essere aperto alla città, deve costituire un polo d'attrazione turistica, assieme a Merano 2000, Terme e Trauttmansdorff. I dirigenti dell'Unire saranno a Merano, gli parleremo». «Merano - ha aggiunto l'ad Sturaro - può dare soddisfazione tanto agli appassionati di ippica quanto ai nostri ospiti che non lo sono. Merano è una grande città turistica, qui al Palace non sentiamo la crisi: il nostro obiettivo è riempire l'ippodromo, ma non possiamo farlo solo con l'ippica».
«Fare il punto, dopo tutto quello che è successo nelle scorse settimane era necessario - spiega il presidente Chenot -, anche perché ho letto molte cose non vere. Conosciamo i problemi della tribuna, è successo quello che succede quando prendi in mano strutture vecchie di cent'anni, come fu per il nostro avvento al Palace. Un evento comunque imprevedibile, a detta dei tecnici, al quale siamo riusciti ad ovviare lavorando molto. Abbiamo temuto di dover montare una tribuna mobile, che sarebbe stata scomodissima, specie se avesse piovuto, invece con la disponibilità della parte superiore della tribuna siamo "salvi". Per venire incontro alla gente, abbiamo pensato ad una riduzione del prezzo dei biglietti, da 15 a 10 euro, 7 per i ridotti. Dopo un iniziale contrasto con l'Esercito, il piazzale delle caserme Rossi sarà a nostra disposizione per il parcheggio».
Chenot ha risposto vivacemente anche alle domande più "pericolose". In primis, quella sulla clamorosa protesta della Forst che, venuta a sapere dei problemi alla tribuna principale, ha rinunciato a parte delle iniziative promozionali solitamente organizzate in occasione del Gran Premio. «Quello della Forst è un problema loro - puntualizza il presidente di Merano Maia -. Noi sappiamo quello che dobbiamo fare per il futuro, loro vedano cosa fare della loro sponsorizzazione. Uno sponsor ha ovviamente un'ottica diversa, rispetto a quella della società di gestione, ma sponsor ce ne sono tanti. Maia non ha bisogno di veleni, ma di pace e tranquillità».
E a chi invece gli faceva notare che piuttosto che abbassare il prezzo dei biglietti d'ingresso forse sarebbe stato meglio distribuirli gratuitamente, come faceva la società di gestione precedente, Chenot ha ribattuto a muso ancor più duro: «La società precedente era il Comune, che con i soldi dei contribuenti può fare quello che vuole. Noi abbiamo il dovere della buona gestione». «Io facevo parte di quella società - ha aggiunto l'amministratore delegato di Merano Maia, Sturaro - e posso assicurare che i biglietti gratuiti non hanno avuto nessun riflesso positivo sul volume delle giocate». E questo è il presente.
Ma il presidente Chenot guarda al futuro. «Entro la fine dell'anno vi annunceremo le novità di Maia. Con sole ventitrè giornate di gara all'anno non avremmo un futuro, l'ippodromo deve essere aperto alla città, deve costituire un polo d'attrazione turistica, assieme a Merano 2000, Terme e Trauttmansdorff. I dirigenti dell'Unire saranno a Merano, gli parleremo». «Merano - ha aggiunto l'ad Sturaro - può dare soddisfazione tanto agli appassionati di ippica quanto ai nostri ospiti che non lo sono. Merano è una grande città turistica, qui al Palace non sentiamo la crisi: il nostro obiettivo è riempire l'ippodromo, ma non possiamo farlo solo con l'ippica».
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