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MERANO. Il Tar, il Tribunale amministrativo regionale, sezione bolzanina, ha bloccato lo sgombero degli orti di Sinigo, realizzati tra la via Enrico Fermi e la pista ciclabile. Si tratta dei classici “orti per anziani”, realizzati su terreni di proprietà del Comune, terreni che nel corso degli anni sono stati occupati da alcuni residenti, transennati e coltivati. E che parevano (ma il rischio non è finito, in realtà) destinati ed essere eliminati. Per ora, comunque, quel che emerge è che il Tribunale amministrativo ha accolto l'istanza di sospensiva del provvedimento comunale, istanza che era stata presentata da Tommaso Mangiacasale - uno dei coltivatori colpiti dal provvedimento - assistito dall'avvocato Sandro Manica.
All'inizio dell'estate infatti l'ufficio patrimonio del Comune aveva emesso una ordinanza con la quale imponeva a tutti gli occupanti, definiti abusivi, dei terreni in questione, di liberare le superfici entro la fine del mese di agosto, ovvero, peraltro, nel bel mezzo dell'ultima parte del raccolto. Alcuni dei coltivatori avevano reagito all'ordinanza, sostenendo che la coltivazione del terreno era stata richiesta e comunque segnalata al Comune, il quale però non aveva dato alcun riscontro. Si era quindi, evidentemente, interpretata la mancanza di riscontro come una sorta di “chi tace acconsente”, ma evidentemente non era propriamente così.
Alcuni mesi fa, infatti, il Comune ha deciso di fare piazza pulita e in futuro è probabile che quell'area, in buona parte ancora codificata come residenziale ed edificabile sul Puc, il Piano urbanistico comunale, possa essere ceduta a qualche impresa di costruzioni per realizzare alloggi e condomini abitati. Per questo non si può parlare di rischio cessato.
Resta il fatto che, emessa l’ordinanza, lungo le recinzioni realizzate nel corso degli anni dai “coltivatori per diletto”, sono stati apposti dei cartelli contenenti l'ordinanza, che impone (anzi, imporrebbe) lo sgombero degli spazi entro fine agosto. L'area della quale stiamo parlando è quella che corre lungo la pista ciclabile tra rio Sinigo, via Fermi e il parco giochi della frazione e che circonda un ex deposito di pompaggio delle acque nere verso il depuratore.
Ma dunque l'altro giorno il Tar, vista l'imminenza della scadenza, ha deciso di sospendere l'ordinanza del Comune e di rinviare qualsiasi decisione alla prima giornata utile per l'udienza, il 25 settembre. In quella sede il Tar deciderà se accogliere il ricorso o dare il via libera all'ufficio patrimonio per sgomberare le centinaia di metri quadrati di terreno coltivato. Con il rinvio al 25 settembre sarà almeno possibile ultimare la raccolta delle verdure che sono state seminate nel corso della tarda primavera e che altrimenti sarebbero andate completamente perse.
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