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BOLZANO. Né Fercam, né Senfter e neppure Fri-El. La prima società altoatesina quotata in borsa è la Greenvision controllata dalla Ladurner Finance.
La holding della famiglia di imprenditori originari di Tirolo che vede tra i suoi soci anche i manager bolzanini Andrea Silvestri e Bruno Abram, da venerdì è il nuovo azionista di riferimento della società fondata da Walter Burani, imprenditore conosciuto soprattutto nel campo della moda. Come prima decisione la nuova proprietà della Greenvision ha deliberato di spostare la sede legale dell’azienda a Bolzano.
Dopo molte rincorse e altrettante frenate, l’economia altoatesina sbarca così a piazza Affari, anche se il percorso non è quello tradizionale della quotazione di una propria azienda. La Greenvision infatti è già quotata nel listino Expandi della Borsa di Milano, ma fino all’altro giorno la sua sede legale era in Emilia.
Quella della Ladurner, famiglia originaria di Tirolo, sopra Merano, è stata un’ascesa continua. L’azienda, specializzata nella progettazione, costruzione e gestione di impianti nel campo ambientale e della gestione dei rifiuti, nel 2007 era entrata a far parte del gruppo Greenvision Ambiente.
Da allora la partecipazione nella società emiliana che fino all’altro giorno era controllata dal gruppo Burani è cresciuta fino ad arrivare al 27,45% attuale, quota che consente alla Ladurner Finance di diventare il nuovo azionista di riferimento dell’azienda che si occupa della realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili ed è attiva anche nell’eco-edilizia e nei servizi ambientali che dal 2004 è quotata al mercato Expandi della Borsa di Milano.
Venerdì scorso - dopo un lungo braccio di ferro tra il gruppo Burani e quello Ladurner - si è riunita l’assemblea dei soci di Greenvision. L’hanno spuntata gli altoatesini: la lista per il consiglio di amministrazione presentata dalla Ladurner ha infatti ottenuto la maggioranza, grazie anche all’appoggio di Finanziaria Trentina, che dal 7 giugno detiene l’8,5% delle azioni di Greenvision. Nel nuovo cda composto da sette membri sono cinque i rappresentanti di Ladurner Finance: Bruno Abram, Roberto Bortolotti, Andrea Silvestri, Massimo Troncon e Lukas Ladurner, che assumerà la carica di presidente. Completano il board Alfredo Casera (indipendente) e Cristian Tagliaferri della lista di Greenholding. Il collegio sindacale è invece composto da Rino Bigliardi, Günther Ebnicher, Stefano Morri e dai due sindaci supplenti Mario De Nuccio e Robert Frei.
Il passaggio del controllo di Greenvision dal gruppo Burani alla Ladurner Finance è stato salutato con euforia dai mercati finanziari: dopo un calo costante della quotazione che si era accentuato a maggio, complici anche le difficoltà della famiglia emiliana, negli ultimi giorni l’azione è salita del 33%.
La prima decisione presa dalla nuova proprietà è stata quella di modificare l’articolo 2 dello statuto sociale di Greenvision, spostando la sede legale dell’azienda da Reggio Emilia a Bolzano. I tempi tecnici sono brevissimi ed entro pochi giorni - probabilmente già in settimana - Greenvision diventerà di fatto la prima azienda bolzanina quotata in borsa.
Negli anni scorsi erano state diverse le aziende altoatesine che avevano ipotizzato una quotazione. Le più vicine allo sbarco in Piazza Affari erano state la Fercam di Thomas Baumgartner e la Grandi Salumifici che fa capo a Franz Senfter. Entrambe hanno però deciso di rinviare a causa del difficile momento dei mercati finanziari. Ma sia il titolare del colosso dei trasporti bolzanino sia il re dello speck pusterese non hanno abbandonato l’idea, tanto che entrambi avevano parlato di un possibile nuovo tentativo nel corso del 2010. Due anni fa era ormai pronta alla quotazione anche la Fri-El dei fratelli bolzanini Thomas, Ernst e Josef Gostner, ma anche per l’azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili l’ingresso a Piazza Affari era svanito proprio all’ultimo momento con la decisione di ritirare l’offerta pubblica delle proprie azioni a causa del cattivo andamento dei mercati. La Ladurner ha così bruciato tutti, ma l’avventura è appena cominciata: nei prossimi giorni il nuovo cda si riunirà per la prima volta per la determinazione delle deleghe e per la nomina dell’amministratore delegato.
La holding della famiglia di imprenditori originari di Tirolo che vede tra i suoi soci anche i manager bolzanini Andrea Silvestri e Bruno Abram, da venerdì è il nuovo azionista di riferimento della società fondata da Walter Burani, imprenditore conosciuto soprattutto nel campo della moda. Come prima decisione la nuova proprietà della Greenvision ha deliberato di spostare la sede legale dell’azienda a Bolzano.
Dopo molte rincorse e altrettante frenate, l’economia altoatesina sbarca così a piazza Affari, anche se il percorso non è quello tradizionale della quotazione di una propria azienda. La Greenvision infatti è già quotata nel listino Expandi della Borsa di Milano, ma fino all’altro giorno la sua sede legale era in Emilia.
Quella della Ladurner, famiglia originaria di Tirolo, sopra Merano, è stata un’ascesa continua. L’azienda, specializzata nella progettazione, costruzione e gestione di impianti nel campo ambientale e della gestione dei rifiuti, nel 2007 era entrata a far parte del gruppo Greenvision Ambiente.
Da allora la partecipazione nella società emiliana che fino all’altro giorno era controllata dal gruppo Burani è cresciuta fino ad arrivare al 27,45% attuale, quota che consente alla Ladurner Finance di diventare il nuovo azionista di riferimento dell’azienda che si occupa della realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili ed è attiva anche nell’eco-edilizia e nei servizi ambientali che dal 2004 è quotata al mercato Expandi della Borsa di Milano.
Venerdì scorso - dopo un lungo braccio di ferro tra il gruppo Burani e quello Ladurner - si è riunita l’assemblea dei soci di Greenvision. L’hanno spuntata gli altoatesini: la lista per il consiglio di amministrazione presentata dalla Ladurner ha infatti ottenuto la maggioranza, grazie anche all’appoggio di Finanziaria Trentina, che dal 7 giugno detiene l’8,5% delle azioni di Greenvision. Nel nuovo cda composto da sette membri sono cinque i rappresentanti di Ladurner Finance: Bruno Abram, Roberto Bortolotti, Andrea Silvestri, Massimo Troncon e Lukas Ladurner, che assumerà la carica di presidente. Completano il board Alfredo Casera (indipendente) e Cristian Tagliaferri della lista di Greenholding. Il collegio sindacale è invece composto da Rino Bigliardi, Günther Ebnicher, Stefano Morri e dai due sindaci supplenti Mario De Nuccio e Robert Frei.
Il passaggio del controllo di Greenvision dal gruppo Burani alla Ladurner Finance è stato salutato con euforia dai mercati finanziari: dopo un calo costante della quotazione che si era accentuato a maggio, complici anche le difficoltà della famiglia emiliana, negli ultimi giorni l’azione è salita del 33%.
La prima decisione presa dalla nuova proprietà è stata quella di modificare l’articolo 2 dello statuto sociale di Greenvision, spostando la sede legale dell’azienda da Reggio Emilia a Bolzano. I tempi tecnici sono brevissimi ed entro pochi giorni - probabilmente già in settimana - Greenvision diventerà di fatto la prima azienda bolzanina quotata in borsa.
Negli anni scorsi erano state diverse le aziende altoatesine che avevano ipotizzato una quotazione. Le più vicine allo sbarco in Piazza Affari erano state la Fercam di Thomas Baumgartner e la Grandi Salumifici che fa capo a Franz Senfter. Entrambe hanno però deciso di rinviare a causa del difficile momento dei mercati finanziari. Ma sia il titolare del colosso dei trasporti bolzanino sia il re dello speck pusterese non hanno abbandonato l’idea, tanto che entrambi avevano parlato di un possibile nuovo tentativo nel corso del 2010. Due anni fa era ormai pronta alla quotazione anche la Fri-El dei fratelli bolzanini Thomas, Ernst e Josef Gostner, ma anche per l’azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili l’ingresso a Piazza Affari era svanito proprio all’ultimo momento con la decisione di ritirare l’offerta pubblica delle proprie azioni a causa del cattivo andamento dei mercati. La Ladurner ha così bruciato tutti, ma l’avventura è appena cominciata: nei prossimi giorni il nuovo cda si riunirà per la prima volta per la determinazione delle deleghe e per la nomina dell’amministratore delegato.
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