PHOTO
BOLZANO. «Come mi sento? Triste, no di più. Dopo 40 anni a Bolzano è dura doversene andare. Lasciare i fedeli con cui si sono condivisi momenti felici - matrimoni e battesimi - ma anche il dolore, in occasione dei funerali. Con più d’uno si sono creati anche importanti rapporti di amicizia». Per padre Ferdinando sono gli ultimi giorni trascorsi in via Col di Lana e lo stesso dicasi per padre Giovanni, a Bolzano, da un paio d’anni.
Entrambi andranno a Verona, dove si è già trasferito nelle scorse settimane padre Alessandro Bezzi, il priore chiamato a guidare il santuario di Santa Teresa del Bambin Gesù. I fedeli, a fine maggio, avevano raccolto alcune centinaia di firme, per chiedere che i padri carmelitani potessero restare in via Col di Lana, ma il crollo delle vocazioni ha fatto decidere ai superiori di spostare gli ultimi tre frati, presenti nel capoluogo, a Verona. «Non ci sono più operai per le messi del Signore, chiedete al Signore di mandare nuovi operai per le sue messi»: aveva scritto così padre Alessandro, spiegando le ragioni dell’addio. A quell’invocazione nessuno ha risposto e domani i Carmelitani celebreranno le ultime tre messe: alle 8.30, alle 10 e alle 18.30. A quest’ultima seguirà il saluto dei parrocchiani.
Il nuovo corso da lunedì
Di buono c’è che la chiesa resterà aperta, ma ovviamente le celebrazioni saranno meno. A quanto pare don Jimmy Baldo, responsabile della pastorale di Sacra Famiglia, Tre Santi, Gries italiana e Carmelitani si sarebbe impegnato ad assicurare una messa feriale alle 8.30 e una festiva. «Anche i fedeli però - spiega padre Ferdinando - faranno una serie di attività, in modo da tener viva la comunità che ruota intorno alla chiesa dei Carmelitani». Matrimoni, cresime, battesimi, funerali, tutti passati in tanti anni di lì: vite e morti, il sagrato che si riempie la domenica, il suono delle campane. Nulla sarà più come prima. Anche se è vero che - da tempo - per mancanza di personale officiante, dai Carmelitani si celebravano soltanto le messe e i funerali. Le cresime e le comunioni erano state trasferite nella parrocchiale di Gries che si affaccia sull’omonima piazza. Ciononostante la chiesa era ancora il punto di riferimento della comunità italiana di Gries.
Una storia iniziata nel 1940
Ricordiamo che la storia dei Padri Carmelitani Scalzi a Bolzano inizia il 9 aprile del 1940 sotto il pontificato di Pio XII, quando i frati si stabilirono a Gries, presso Villa Annie, sede provvisoria del primo convento carmelitano in Alto Adige. L’attuale chiesa è stata inaugurata il 15 ottobre del 1981. «Questa chiesa chiamata santuario - avevano ricordato i fedeli per giustificare la petizione - è stata voluta da tutti i bolzanini e non solo, che hanno dato il loro contributo per costruirla, con i padri che passavano di casa in casa per la questua in tutta la città». La mobilitazione dei fedeli non è servita ad evitare il trasferimento a Verona degli ultimi tre frati rimasti, ma almeno è riuscita a scongiurare la chiusura della chiesa stessa.


