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BOLZANO. Ben diciotto milioni di euro per realizzare il nuovo Grieserhof. Nove milioni di euro li metterà la Provincia; 6,4 milioni di euro saranno finanziati dalla Fondazione Santa Elisabetta, cui la Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco, ossia la proprietaria dell’edificio, ha donato il diritto di superficie e sottosuolo; altri 2,6 milioni di euro arriveranno dal municipio.
In seguito a ristrutturazione e ampliamento dello storico edificio per ulteriori 3.500 metri cubi, al Grieserhof si realizzerà un centro per l’assistenza agli anziani: casa di riposo con 60 posti letto, 30 alloggi per anziani integrati nella struttura, ambulatori medici, un centro diurno per anziani con mensa, una microstruttura per bambini e un bar aperto al pubblico. Il parco verrà ampliato e trasformato in una zona ricreativa per abitanti e visitatori, inglobando anche la ex giardineria Ploner, chiusa da mesi. Ma c’è un ma: giù le mani dalla facciata storica, uno dei simboli della Gries turistica della Belle Epoque. Lo chiede l’ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia.
Oggi si occuperà della questione la commissione urbanistica comunale, il cui compito è di mutare la destinazione d’uso dell’area da “servizi e attrezzature sanitarie” a “servizi e attrezzature assistenziali”.
Il Comune sostiene l’operazione, anche perché è prevista la stipula di una convenzione grazie alla quale 45 dei 60 posti della casa di riposo e 15 dei 30 alloggi per anziani verranno assegnati attingendo alle graduatorie comunali dell’Assb. I restanti 15 posti letto e 15 appartamenti saranno convenzionati seguendo le regole interne della Fondazione S. Elisabetta.
Dunque, si sostiene l’operazione, ma si porranno paletti. L’area interessata dalla modifica non è sottoposta a vincolo di tutela storico-artistica, come precisa l’ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia, «tuttavia il nucleo centrale del Grieserhof, che fu originariamente costruito come casa privata e presto convertito nel primo albergo della nascente località turistica dell’allora comune di Gries, riveste un importante ruolo nella storia di questa parte della città ed è dunque un testimone della storia e della memoria collettiva di primissimo rango. L’edificio centrale, inoltre, presenta anche una serie di elementi storico-artistici di valore, come ad esempio la facciata principale rivolta verso il parco, la forma del tetto, la veranda antistante l’edificio al piano terra, la grande sala al piano terra dotata di solaio voltato, l’impostazione del parco e alcune delle sue piante storiche». Per questi motivi, si scrive nella delibera comunale che verrà approvata stamattina in commissione, «è importantissimo conservare almeno la parte centrale dell’edificio esistente. Eventuali ampliamenti dovranno essere concepiti in modo da non limitare né la vista e visibilità, né il significato del nucleo centrale del Grieserhof e conservare lo spirito originario dell’edificio».
La Provincia, infatti, non è stata tenera: «Le prime idee progettuali che prevedono la realizzazione di due ali laterali direttamente attigue al corpo centrale storico, più alte di esso e che con quest’ultimo formano una pianta ad U, molto angusta e limitativa per la visibilità e il carattere di facciata libero del corpo centrale, dal punto di vista storico-architettonico non appaiono essere la via adatta a proseguire». Ergo, «in segno di rispetto dell’idea progettuale originaria, il progetto dovrà ridurre l’impatto delle ali laterali, lasciando più spazio libero attorno al corpo principale storico e non racchiuderlo in una specie di corte interna o chiostro mai esistita in questo sito e in contrasto con l’idea iniziale di facciata libera esposta verso il sole e il parco». Per tutti questi motivi, la Provincia richiede di essere interpellata «in fase di redazione del progetto definitivo e di poter verificare eventuali conseguenze per la visibilità, la luce e la percezione degli edifici soggetti a vincolo di tutela storico artistica presenti nelle immediate vicinanze, in ogni caso prima dell’emissione della concessione edilizia».
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