PHOTO
BOLZANO. Via le slot machine dai bar, in città ben 110 locali non le hanno rimosse, contro altri 104 che si sono invece adeguati. E da lunedì è scattata la fase due: la polizia annonaria ha elevato le prime otto sanzioni ad altrettanti esercizi pubblici cittadini: Oltrisarco, viale Europa, via Rosmini eccetera. Per ogni violazione contestata, fanno 188 euro. E per spiegare a ogni barista multato, si è pure predisposta una mappa con sopra segnati i luoghi sensibili vicini al suo locale (fuorilegge). Intanto però, in piena campagna moralizzatrice, il 10 dicembre scorso, ossia cinque giorni prima dell’avvio dei controlli nei bar, il Comune ha prorogato l’affitto dei locali sotto alla stazione delle corriere di via Perathoner all’Admiral Club, fino al 31 dicembre 2015, ad un canone decisamente contenuto: nemmeno 2.500 euro al mese per una sala giochi con 75 videolottery (e conseguenti corposi introiti). Nel frattempo il caso Bolzano fa scuola a livello nazionale. Sabato se n’è occupato il Tg2 Dossier, nei prossimi giorni sarà in città una troupe di Rai Tre: girerà uno speciale per conto di Agorà - Brontolo, il programma di Oliviero Beha.
Contestazioni. «Abbiamo avviato la fase due», spiega il comandante dei vigili urbani Sergio Ronchetti. «Il primo giro di controlli ha evidenziato questo: su 224 bar interessati dal provvedimento di rimozione, dieci sono risultati chiusi per cambio gestione, voltura o altro». Dopo le liberalizzazioni, è un fatto usuale: nei bar il turn over è elevato. Mettici poi la crisi... «Per quanto riguarda i restanti 214 esercizi pubblici, 104 avevano rimosso gli apparecchi leciti, mentre altri 110 no». Finito il primo giro, con la collaborazione delle Attività economiche del Comune, l’Annonaria ha cominciato il secondo “tour”. «Finora abbiamo elevato otto verbali di contestazione a chi non ha rimosso le macchinette. La sanzione ammonta a 188 euro».
La mappa ad personam. Per illustrare la situazione con precisione, l’ufficio Attività economiche del municipio, con la collaborazione del Centro elaborazione dati del Comune, ha costruito una mappa. «Per ogni bar una cartina con sopra i luoghi sensibili entro un raggio di 300 metri». Al centro della mappa 1:2880 sta il bar, nel cerchio i luoghi sensibili troppo vicini. La legenda spiega: cultura, istruzione, sanità, servizi sociali... Un lavoro decisamente certosino, che deve aver impegnato non poco numerosi tecnici comunali. Ora, c’è tempo sessanta giorni per saldare il conto. Con l’obbligo contestuale, in teoria, di rimuovere le slot. Anche se, con ogni probabilità, in molti non si adegueranno.
Due atteggiamenti. Pugno di ferro con i bar, guanti di velluto con le sale giochi. Sembra questo l’atteggiamento ambiguo tenuto dal Comune sulla questione del gioco d’azzardo. Fa scuola il caso Admiral Club. Una concessione contratto è una scrittura privata, ma in questo caso l’interesse prevalente è di certo quello pubblico, visto che uno dei due contraenti è il Comune, per la precisione l’ufficio Patrimonio. Stiamo parlando del contratto d’affitto stipulato con la Adria Gaming Bolzano Srl per i locali dell’ex Auri bar posti sotto la stazione delle autocorriere, nell’edificio di proprietà municipale. Privato, il contratto, ma per questioni legate alla morale pubblica e al patrimonio pubblico, pare il caso di parlarne. La concessione precedente, rilevata da Adria Gaming nel 2009, scadeva il 18 settembre 2012. Il Comune, pur non essendo costretto a farlo, ha prolungato la concessione dal 19 settembre 2012 al 31 dicembre 2015. A colpire è la data della firma sul contratto: il 10 dicembre, ossia cinque giorni prima dell’entrata in vigore della legge sui luoghi sensibili, che di fatto intende togliere le slot machine da tutti i bar cittadini. A colpire, per un locale così ampio, in pieno centro, è pure il canone di affitto: 29.545 euro. Non al mese, all’anno. Al mese fanno solo 2.462,08. Bazzecole, per una sala che raccoglie le giocate di 75 videolottery.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


