BOLZANO. «Ho pensato: adesso crolla tutto ed è finita». Andrea Guerra, bolzanino nello staff tecnico della squadra di calcio del Foggia guidata da Giovanni Stroppa (ex allenatore dell'Alto Adige) ha vissuto l'altra notte un vero incubo. «Eravamo in un albergo di Norcia con la squadra. Alle 3.30 abbiamo avvertito questa scossa fortissima, un'intensità identica a quelle che hanno raso al suolo Amatrice e Pescara di Tronto. Tutto l'edificio si scuoteva e scricchiolava mentre noi ci siamo messi a correre disperatamente per le scale». Secondo i calcoli, oltretutto, Norcia è stata l'epicentro di una seconda scossa avvertita alle 4.33. «Siamo rimasti impressionanti dalla durata del terremoto. Lunghissimo». Momenti di terrore. «Pensavo davvero che tutto l'edificio collassasse sopra la nostra testa. Fortunatamente ha retto e siamo riusciti ad arrivare tutti nel piazzale antistante l'albergo mettendoci in salvo. Certo, qualche caduta durante la discesa dalle scale c'è stata, ma il panico ti mette le ali ai piedi». Il racconto sembra quello di un sopravvissuto. «Mi hanno spiegato alcune persone che Norcia fu colpita terribilmente dai terremoti nel 1979 e nel 1992 e gran parte degli edifici furono rivisitati per adeguarli alle misure anti sismiche. Stesso procedimento anche per le nuove costruzioni. Passeggiando per il paese, adesso, vediamo crepe ovunque, calcinacci, pezzi di intonaco per strada. Un disastro, ma le case hanno retto salvando centinaia di vite». Ieri, intanto, ha raggiunto Amatrice Sergio Paolo Sciullo della Rocca, presidente della Libera Associazione Abruzzesi Alto Adige. La Caritas ha inviato 20.000 euro. L'urto del terremoto si è sentito, forte, anche nello stabilimento chimico dell'azienda meranese Torggler a Vazia in provincia di Rieti. «Fortunatamente non abbiamo riportato danni né è stato necessario adottare particolari procedure di sicurezza in azienda» rassicura il responsabile Stefano Rocchetti. (a.c.)

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