BOLZANO. “Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino” diceva la volpe al Piccolo Principe da cui voleva farsi addomesticare. Il gufo reale che l’altra notte è rimasto imprigionato nel palazzo provinciale di piazza Magnago ha preso l’avvicinamento all’uomo un po’ troppo alla lettera. Per cacciare si è infilato nell’androne dell’edificio e non ha più saputo trovare l’uscita. Ha sbattuto contro i finestroni e ha anche abbattuto un piccione. Fatto sta che poco dopo le 9 di ieri qualcuno in ufficio ha notato questo splendido esemplare di rapace che occhieggiava dalla finestra. Fermo, apparentemente impassibile: elegante nell’immobilità diurna che lo caratterizza.

Immediatamente sono stati chiamati i volontari del Crab per il recupero del volatile trasferito nella piccola struttura del centro avifauna di via Rio Molino. Qui il veterinario responsabile Vincenzo Mulè traccia la carta d’identità dell’animale dopo un’accurata visita. «Dal piumaggio si tratta di un esemplare molto giovane, quasi due anni, e pesa due chili. Le femmine sono più grandi e possono arrivare a quattro chili». Lo stato di salute non è preoccupante. «Ha una ferita sull’articolazione del carpo e una sopra il becco, ma non gravi. Oggi effettuerà una radiografia in clinica e se entro 48 ore tutto sarà a posto lo libereremo». Il centro, però, è una scoperta ad ogni passo e così la giovane veterinaria Francesca Tonellato presenta il “vicino di casa” del gufo: un airone cenerino. «Si chiama Gaetano - spiega con un bel sorriso - ed è quasi un mese che lo ospitiamo. È rimasto ferito in val di Funes e mangia mezzo chilo di pesce ogni giorno. Per il nostro territorio non è poi così raro trovare questi esemplari. Ricordiamo l’airone del Talvera che tanto aveva entusiasmato i bolzanini». Nemmeno i gufi, per la verità, sono troppo rari. «È il terzo quest’anno (uno è stato quello dell’ascensore) e di solito vivono in coppia. Si spingono fino nei contesti urbani di notte per cacciare». Il Crab, però, coglie giustamente l’occasione per chiedere una mano alle amministrazioni. «Purtroppo la sede ha bisogno di una ristrutturazione profonda - ammette Mulè - perché ci sarebbero la potenzialità e gli spazi per ospitare anche i mammiferi. Naturalmente ci vuole un investimento da parte del Comune. Al momento, per esempio, non abbiamo nemmeno l’allacciamento alle acque nere. In sostanza dobbiamo andare in bagno nei locali della Giardineria comunale». Le persone che ruotano attorno alla struttura sono una decina, ma c’è anche chi passa almeno tre ore al giorno in questi spazi come la veterinaria Tonellato. Attivo dal 2003 il centro cura 400 volatili all’anno e spende di tasca propria fino a 4.000 euro per 12 mesi di alimentazione degli animali (la Provincia restituisce loro da quest’anno l’80 per cento di queste spese). La struttura ha competenza per i sequestri ed è attiva 24 ore su 24. «Ci vorrebbe anche qualche volontario in più - chiude Mulè - e speriamo che questa sia una fortunata occasione per avvicinare qualcuno alla nostra attività». “L’essenziale è invisibile agli occhi” concludeva il capitolo del Piccolo Principe: stavolta, invece, sarà necessario renderlo ben visibile il prima possibile.

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