BOLZANO. Prima il cartello «chiuso per ristrutturazione», poi la serranda abbassata definitivamente. Al Centrum di via Galvani ha chiuso il Caffè del Doge. Una chiusura che ha colto di sorpresa clienti, commercianti del Centrum e i lavoratori del supermercato Poli. Niente più caffè o spuntino prima di fare la spesa o dopo la palestra. Da sabato scorso il bar è rimasto chiuso, ufficialmente per lavori previsti fino al 2 agosto. Le vetrate sono state coperte con grandi fogli di carta, come se effettivamente dovessero iniziare dei lavori. Ma giovedì il bar non ha riaperto e tutti i fogli di carta sono stati strappati dall’interno. Una situazione strana, che ha avuto ieri il proprio apice in una protesta allestita dai titolari del bar.
Le vetrate del bar sono state tappezzate con manifestini indirizzati agli ormai ex clienti del bar. Il Caffè del Doge informa che «a causa dei contrasti insanabili con la proprietà Habitat», relativi «al mancato sviluppo del Centrum siamo stati costretti a lasciare i locali». Poi l’arrivederci «in un’altra location».
Come spiegazioni degli attriti con la proprietà sono stati affissi anche gli articoli sulla recente sentenza del Tar che, nella vertenza sulle licenze contestate, ha confermato per il momento la chiusura dell’ampia superficie occupata un tempo dal mobilificio Aiazzone. Una protesta per fare credere che il giro di affari al Centrum non è stato all’altezza delle aspettative o delle promesse? Dal gruppo Tosolini, interpellato, arriva una versione diversa. Il bar ha chiuso perché è stato eseguito lo sfratto giudiziario provocato dalla morosità degli affittuari, il Caffè del Doge appunto. Un problema di affitti non pagati da oltre un anno, spiegano dal Consorzio Centrum.
Con il bar viene meno un servizio per i frequentatori del Centrum. «Il locale verrà riaperto a breve e continuerà a ospitare un bar», informano. La vicenda è però un’altra tappa negativa per il complesso commerciale che subisce i colpi della concorrenza del Twenty di via Galilei. Un commerciante lamenta: «Non sta andando bene come speravamo, è difficile tirare avanti» . L’attenzione resta concentrata sulla vertenza giudiziaria. Rigettando il ricorso del Consorzio Centrum e negando la sospensiva, il Tar ha stabilito pochi giorni fa che non potranno riaprire gli spazi da 4.800 metri (ex Aiazzone) e da 1.300 metri che il Comune ha fatto chiudere.
Mariano Vettori, legale di Tosolini,ha sottolineato: «Ci troviamo a fronteggiare un danno enorme visto che i due esercizi commerciali, per benissimo che vada, non potranno riaprire almeno per il prossimo mese e mezzo. Abbiamo già pronto il ricorso al Consiglio di Stato, speriamo che la questione corra veloce». (fr.g.)
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