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BOLZANO. «Contento della fiducia accordatami dalla proprietà e di poter essere utile all'ulteriore crescita del WaltherPark». Heinz Peter Hager torna alla guida della WaltherPark spa, come annunciato nei giorni scorsi. La nomina, decisa dal gruppo Schoeller, è stata formalizzata giovedì scorso con la firma congiunta di Christoph Schoeller, proprietario del grande complesso commerciale, e dello stesso Hager.
Per il noto commercialista bolzanino – che fin dall'inizio, ovvero 13 anni fa, ha seguito il progetto che ha ridisegnato la grande area tra via Garibaldi, via Alto Adige, via Perathoner e parco Berloffa – si tratta di un ritorno alla guida della società che oggi fa capo alla famiglia di industriali germanici Schoeller.
Hager aveva lasciato la presidenza alla fine del 2024, in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta «Romeo». Succede all'ingegnere Thibault Chavanat, che proseguirà la propria attività come project manager per conto di Sta, Strutture Trasporto Alto Adige, nell'ambito della riqualificazione dell'areale ferroviario.
Dottor Hager, un paio di settimane fa il WaltherPark, la sua creatura, ha festeggiato il primo anno di apertura. L'impressione è che l'appeal, almeno per il momento, sia inferiore alle aspettative.
«L'impressione è sbagliata. E i numeri lo confermano. Ogni giorno al WaltherPark entrano in media 20 mila persone. È un buon mix fatto di clientela locale e turisti. Siamo nei programmi».
Quindi il suo compito quale sarà?
«Cercare di migliorare ancora l'offerta».
In concreto?
«Portare al WaltherPark altri brand attrattivi e migliorare il servizio all'interno dei negozi».
Significa che nel centro commerciale ci sono negozi vuoti?
«Su 80 negozi, ne abbiamo tre vuoti che andranno riempiti. Altri invece andranno sostituiti, perché non hanno riscosso il successo commerciale che ci aspettavamo».
Quante persone lavorano al WaltherPark?
«Oltre 600 persone. Più che alle Acciaierie e senza cassa integrazione. In molti casi si tratta di neoassunti. Per questo dico che bisogna migliorare il servizio ai clienti».
Qualche idea che le piacerebbe realizzare nei prossimi mesi?
«Stiamo pensando ad iniziative per rendere più vivo parco Berloffa, in particolare alla sera. L'intenzione è di partire a primavera. In ogni caso, da quando è stato aperto il WaltherPark, la situazione in quella parte di città è migliorata sensibilmente. Grazie alla presenza costante delle forze dell'ordine con cui abbiamo un'ottima collaborazione. Oggi la zona è sicura. Prima c'era da aver paura a passare di lì anche di giorno».
I rapporti con i rappresentanti del commercio tradizionale che, a suo tempo, temevano la concorrenza del WaltherPark, oggi come sono?
«Molto buoni. Anche perché si è capito che quello che noi offriamo è un'integrazione dell'offerta commerciale che già esiste in centro storico. Non a caso nella scelta dei marchi siamo stati molto attenti, in modo da non danneggiare i negozi dei Portici e di via Museo».
Nel grande complesso del WaltherPark oltre a negozi ci sono anche appartamenti. Tutti venduti?
«Non tutti. Ma anche questo è normale. Sono appartamenti molto belli, ma che hanno un certo prezzo. Alla fine li venderemo tutti».
Il gruppo Schoeller è proprietario anche dei terreni del Virgolo, sui quali rimangono i ruderi dell'ex albergo Bellavista. Un'area molto interessante ma in completo abbandono. C'è già qualche progetto al riguardo?
«Ci stiamo ragionando».
Chi l'ha nominata presidente del WaltherPark ha dimostrato di avere fiducia in lei, nonostante l'inchiesta Romeo, che la vede indagato, non sia ancora conclusa.
«Io sono sempre stato tranquillo. Non c'è nulla. Tanto che è stata chiesta dalla stessa Procura l'archiviazione. Sono fiducioso che tutto possa concludersi nei prossimi sei mesi».


