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MERANO. A meno di sei mesi dalla competizione elettorale per l'elezione del nuovo sindaco e della maggioranza che lo sosterrà, la cooperativa Haus Sonnenschein scende in campo per chiedere al Comune una collaborazione operativa nell'interesse degli oltre 60 anziani ospiti delle due strutture gestite.
L'apertura di un rapporto tra ente pubblico e coop servirebbe a scongiurare una possibile chiusura delle due strutture. La lettera inviata dalla direttrice Dorothee Wagner pone altri due quesiti inquietanti al sindaco Januth e alla sua maggioranza. "Cosa fa il Comune – si legge al termine di quattro pagine in cui si spiega l'utilità sociale ed economica di mantenere in vita Haus Sonnenschein – se la nostra cooperativa decide di chiudere le due strutture di accoglienza e assistenza all'ex hotel Augusta e a villa Burgund? Sono state accantonare le riserve finanziarie necessarie per fare gli investimenti necessari qualora si verifichi la nostra ipotesi?"
La cooperativa Haus Sonnenschein fa i conti in tasca al Comune e sostiene che per coprire il fabbisogno di posti letto previsti dal piano sociale ancora in vigore, in caso di chiusura delle due proprie strutture, e trasformare la clinica Martinsbrunn da centro riabilitativo in soggiorno per anziani da novanta posti letto 16,7 milioni di euro non bastano. Di Martinsbrunn, in sostanza, ne serviranno due. Ma di conti Haus Sonnenschein ne fa anche altri per informare i cittadini non solo del rischio sul futuro dei propri 65 ospiti, ma anche dei costi ulteriori che ci sarebbero senza coop.
Il piano sociale 2009/2011 indicava che sul territorio erano presenti 300 posti letto per anziani e lungodegenti, cifra che entro il 2015 avrebbe dovuto essere portata a 415 unità. "Oggi, non solo quell'obiettivo non è stato raggiunto – scrive Dorothee Wagner – ma di posti letto rispetto ai 300 del 2009 ne sono stati persi. Oggi, senza calcolare i posti letto per brevi ricoveri, di posti letto sul territorio comunale ce ne sono 293".
La lettera aperta spiega anche quali sarebbero i costi che la collettività dovrebbe assumersi in caso di chiusura dell’ex hotel Augusta e di villa Burgund. Oggi, i 65 ospiti della coop pagano la loro permanenza con l'assegno di cura provinciale. Senza Haus Sonnenschein, si precisa nella lettera, i costi di cui si dovrebbe far carico la collettività sarebbero pari a 1,83 milioni di euro: almeno 780 mila euro dovrebbero essere pagati dal Comune per integrare le rette minime, visto che molti dei residenti a Haus Sonnenschein hanno una pensione ridottissima e con pochi parenti sui quali contare, altri 390 mila euro servirebbero per il personale sanitario da aggiungere in una casa di riposo, altri 300 mila euro finirebbero spesi per acquisti e manutenzioni.
Ultima voce inserita nel conteggio della cooperativa è quella del fondo assistenza provinciale integrativo per le case di riposo: altri 358 mila euro. A fronte di questi costi e del rischio di non avere i 65 posti letto per accogliere gli ospiti di Haus Sonnenschein, ha veramente senso, ci si chiede nella lettera, non trovare una forma di collaborazione tra Comune e coop? Oltretutto i tempi della giustizia e il ricorso in tribunale avviato dalla Provincia per il mancato rispetto delle normative sulla prevenzione incendi per le case di riposo (struttura in cui la coop ha sempre negato di riconoscersi) stringono e non è detto che l'ipotesi di chiusura avanzata da Wagner sia così remota.
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