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BOLZANO. Dieci anni di lavoro in consiglio provinciale sono bastati ad Hans Heiss. «Bye bye » ha annunciato agli amici dei Verdi. Nel 2013 Heiss non si ricandiderà. «Voglio tornare a fare lo storico a tempo pieno», spiega. La decisione era nell’aria. Ieri è arrivata l’ufficializzazione in puro stile Heiss: una lettera ironica e gentile, ma netta nel motivare la propria scelta e nell’indicare ai Verdi la strada che ritiene necessario intraprendere: «Fare posto ai giovani». In un ambiente in cui serve la forza pubblica per liberare i posti, Heiss informa di ritenere sufficienti due legislature come esperienza di vita: «Non voglio oltrepassare più a lungo i limiti e le capacità della mia mediocre vocazione politica». Il testo integrale della sua lettera viene pubblicato a partire dalla prima pagina.
Il documento originale di Heiss - che riportiamo integralmente dalla prima pagina - è stato tradotto in italiano dal collega Riccardo Dello Sbarba, la cui ricandidatura appare ormai scontata per garantire una fase di passaggio con le prossime leve dei Verdi.
Lo sottolinea lo stesso Dello Sbarba: «Ogni dieci anni i Verdi affrontano un momento di svolta. È capitato a me ed Hans, che ci siamo affiancati a Cristina Kury». I Verdi in una nota spiegano di accogliere «con grande dispiacere questa decisione, ma con il rispetto che merita un progetto di vita che conoscevamo fin dall’inizio dell’impegno politico di Hans. I Verdi sono orgogliosi di continuare ad avere comunque tra loro una persona della qualità di Hans Heiss, che proseguirà con i mezzi del lavoro culturale nella costruzione di quel nuovo Alto Adige-Südtirol per cui altri di noi continueranno a impegnarsi nelle istituzioni e nella politica». In particolare, informano, «Hans lavorerà insieme a noi per dare vita per le elezioni provinciali del 2013 a una forte e rinnovata lista dei Verdi, che segnerà un profondo cambio generazionale nella storia del movimento interetnico ed ecosociale dell’Alto Adige». Senza i Verdi, conclude Heiss, «non è immaginabile un Sudtirolo aperto al mondo, senza clientelismo politico o vaneggiamenti secessionisti».
Per lo storico, «L’attuale situazione di crisi richiede un agire politico motivato e professionale e la capacità di entrare rapidamente in argomenti complessi. La necessaria elaborazione di una via per la nostra terra diversa dalla “Piena autonomia”, come dalla secessione o dallo “Stato Libero”, richiede un impegno totale, per il quale sono richieste nuove idee e nuove persone».
Heiss si augura che ora i Verdi aprano la discussione «su quale posizione noi dobbiamo rafforzare, quali versanti sono da rafforzare o da ricostruire. La nostra terra può diventare un esempio vivente di democrazia e trasparenza, per la collaborazione tra lingue e culture, per l’equità sociale e per soluzioni ambientali capaci di futuro. Senza i Verdi non è neppure immaginabile un Sudtirolo aperto al mondo, senza clientelismo politico o vaneggiamenti secessionisti, ma con soluzioni affascinanti a tutti i livelli» (fr.g).


