BOLZANO. Giorgio Holzmann ha deciso. Chiede "ancora una settimana" ma ha già in testa l'idea: candidato sindaco in una civica aperta. A partiti e persone, di area e no. Aperta soprattutto a quelli che si sono chiusi nel non voto. «Bolzano è una città fatta di migliaia di elettori delusi dal centro e dal centrodestra. E lì in mezzo voglio provare a starci"» Anche Giorgio Holzmann, successore in pectore dei Mitolo, poi a fianco di Fini nella netta presa di distanze dall'eredità fascista, nella nostra mini Bad Godesberg littorio-atesina; e ancora, promotore del definitivo avvicinamento dell'area ai valori del Pacchetto e dell'autonomia, infine primus inter pares tra i litiganti del Pdl biancofioriano svaporato tra le accuse, punta adesso a cambiare lo status quo del centrodestra bolzanino. E, nonostante tutto, ad aggregare. Così come stanno provando a fare i partiti già sul terreno. Infatti, Alessandro Bertoldi, di FI , dice: «Da qui a primavera ci parleremo sempre più fittamente noi, la Lega e Fratelli d'Italia. Spero anche Urzì». Una road map? «Per adesso quotidiana, poi penseremo ad un forum aperto alla cittadinanza, dove i nostri partiti possano discutere di un programma comune». La spinta è arrivata da Bologna: «Noi con Salvini e la Meloni siamo da 40%. E saremo davanti a Renzi», ha detto dal palco Silvio redivivo. Con gli altri due ad annuire. «Ma Bologna non è Bolzano», mette subito in chiaro Maurizio Fugatti, portavoce ufficiale della Lega altoatesina. Carlo Vettori, il già candidato sindaco, lascia a lui la parola, non si sa mai. «Abbiamo posto dei paletti ai possibili alleati - chiarisce Fugatti - che sono in primis la difesa dell'autonomia. Non so a Bologna ma qui è il nostro valore di riferimento». Quindi? «Chi vuole unire sappia che sull'autonomia non si scherza. Sul resto molto ci unisce. Per cui siamo pronti al dialogo a tutto campo».

Al dialogo è pronto anche Holzmann. Che resta il nome più conosciuto, dal punto di vista dei precedenti politici, che si dica quasi pronto a ridiscendere in campo.

Ancora una civica?

Io dico una cosa: il voto di bandiera è precario. Abbiamo perso decenni a votare Berlusconi o Salvini dopo aver letto i giornali nazionali o le tv. Ma a loro Bolzano non interessa. E non interessa occuparsi dei bolzanini.

Che invece?

Vogliono parlare dei problemi loro. Per cui è inutile prendersi un simbolo, meglio chiarire che idee si hanno per far rinascere Bolzano, senza guardare a Roma o a Milano.

Del tipo?

Sì o no alle telecamere, sì o no all'aeroporto, ai servizi nei quartieri, le ricette antidegrado.

O sì o no a Benko...

Anche. Qui tutti evitano di affrontare di petto la questione. Svicolano. Io chiederei: volete rinunciare a 100 milioni? A mille euro a testa per ogni bolzanino? Se sì, punto e a capo.

Se no?

Mettiamoci a ragionare su dove investirli. In quali opere o servizi. Questo lo puoi fare in una civica.

Collegata?

Aperta a chi ci sta. Se il centrodestra si unisce bene. Parliamo. Importante è far tornare a votare migliaia di bolzanini delusi. Non è importante pensare a Salvini o a Berlusconi. O a Grillo. Loro sono lontani e hanno altre priorità. Io no.

Dicono: ma Holzmann è stato in An...

Forse ricorderete che già Pietro Mitolo si era aperto alla proporz, al Pacchetto. Ci ragionava. Io sono stato accusato di tradimento da quelli che si dicevano duri e puri. Ho pagato di mio per avere avuto, in tempi non sospetti, l'idea di accettare l'autonomia di oggi. Altri ci sono arrivati con anni di ritardo.

Su di lei c'è il peso della polemica sul vitalizio non restituito...

Anche questo chiarirò prima di decidere sulla candidatura. E mi toglierò quel peso.

Biancofiore?

Non ho notizie. Immagino stia a Roma...

La Lega?

Sull'autonomia abbiamo idee abbastanza simili. Sul resto magari anche. Importante è non chiudersi in schieramenti. Bolzano ha bisogno di molta meno ideologia e molte più scelte concrete. I quartieri protestano ma nessuno li ascolta. Quindi...