SELVA. La giunta provinciale si è spaccata sull'hotel a 7 stelle di Selva. La dichiarazione di principio è passata per un solo voto, 5 a 4. A puntare i piedi - guadagnando il consenso di Richard Theiner, Sabina Kasslatter Mur e l'astensione di Christian Tommasini - è stato l'assessore all'urbanistica Michl Laimer: «Il progetto di Norman Foster è meraviglioso dal punto di vista architettonico, ma è fuori dai nostri parametri urbanistici. Che io non intendo modificare. È lui a doversi adeguare». Quella di Laimer non è una sentenza, visto che formalmente il progetto voluto dall'imprenditore Claudio Riffeser è ben lontano dall'aver avviato l'iter burocratico, tuttavia i disegni che già sono passati negli uffici della Provincia (prima ancora che nel Comune di Selva) hanno permesso ai tecnici di fare alcune valutazioni di massima. E il responso, sul piano urbanistico, non è stato positivo.

«Nessuno mette in discussione Foster, che è uno dei migliori architetti del mondo, ma prima di fare un progetto bisogna considerare quali solo le norme urbanistiche del territorio dove si intende costruire, a maggior ragione quando si tratta di un'area alpina di grande pregio - il commento dell'assessore provinciale - per far passare così il progetto, dovremmo cambiare i nostri regolamenti. E io sono totalmente contrario. Sono loro a doversi adeguare». L'esempio più evidente riguarda la superficie calpestabile per ogni singolo posto letto: nelle intenzioni del progettista si andrebbe ben oltre i parametri attualmente in vigore nella provincia di Bolzano. Chiarissimo, dunque, il messaggio lanciato da Laimer. Che, è evidente, teme anche l'effetto domino che questa vicenda potrebbe avere: se si cambiano le regole per uno, si cambiano per tutti. E a quel punto gli appetiti degli imprenditori si potrebbero moltiplicare in Alto Adige.

Insomma, il problema non è tecnicamente quello del numero di stelle della struttura superlusso che vive nei desideri di Riffeser: «Tra l'altro il 7 stelle non è neppure codificato - spiega Laimer - al massimo si può parlare di un 5 stelle superior. Tutto il resto è una certificazione che viene fatta da una società svizzera. Senza tener conto che in ballo c'è anche un terreno che il comune di Selva Gardena dovrebbe cedere, e non è scontato, all'imprenditore». Le argomentazioni di Laimer hanno convinto i colleghi di giunta Richard Theiner e Sabina Kasslatter Mur, mentre Christian Tommasini si è astenuto: «È un tema molto delicato, ho preferito astenermi», ha detto Tommasini.

«Non possiamo essere rigidi con i piccoli e avere la manica con i grandi. Ma il tema non si è esaurito qui, ne riparleremo», commenta invece Sabina Kasslatter Mur. Evidentemente il fascino del «7 stelle» (dal punto di vista mediatico ha già sortito grandi effetti) ha invece contagiato gli altri membri della giunta, che si sono detti favorevoli. A Selva l'intromissione della giunta provinciale non è piaciuta per nulla. Il sindaco Peter Mussner non ha nascosto il fastidio: «Non hanno alcuna voce in capitolo», ha detto. Ieri si è aggiunto Albert Pizzinini, dei Ladins Dolomites: «La giunta provinciale non si deve intromettere - dice Pizzinini - la scelta su questo progetto spetta esclusivamente all'amministrazione di Selva e ai suoi cittadini. Non dimentichiamo che è decisivo per il destino dell'hotel il terreno di 1.500 metri di proprietà del Comune». Martedì la serata pubblica a Selva.

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