BOLZANO. Il Goer - Gruppo operatori emergenza radio - ha festeggiato, ieri, nella sede di via Lancia i 25 anni di attività. Alla guida, dal 1991 ad oggi, c’è sempre lui, Remo Marinconz: stessa passione, stesso entusiamo di quando ha iniziato.

«Era il 1988 - ricorda - e a Caldaro avevamo messo in piedi un gruppo di appassionati “CB” (“banda cittadina” che identifica una banda di frequenze radio). Avevamo un locale in affitto e ci divertivamo a parlare via radio tra noi, ad una distanza di uno, massimo due chilometri. Nel frattempo è cambiato il mondo anche per quanto riguarda le tecnologie. Nel ’90 ci siamo trasferiti a Bolzano e l’anno successivo abbiamo fondato il Goer: prima sede in via Vittorio Veneto, dal 2001 siamo in via Lancia». Il gruppo, formato da una trentina di volontari, tra cui quattro donne, mette la passione per le comunicazioni radio che accomuna tutti, al servizio della collettività ogni volta che c’è un’emergenza. Nelle calamità, ma non solo, il loro impegno, che forse pochi notano, è preziosissimo.

«Quando c’è stato il terremoto de L’Aquila - racconta il presidente - siamo rimasti lì 84 giorni ed eravamo pronti a partire anche ad agosto, quando c’è stato il terremoto ad Amatrice. Noi operiamo all’interno della Protezione civile».

A loro da venticinque anni, ovvero da quando è nato, l’amministrazione comunale si affida per fare assistenza agli automobilisti che arrivano a Bolzano, per visitare il Mercatino di Natale. Tocca a loro dare una mano ai vigili urbani ad indirizzare i turisti nei parcheggi agli ingressi della città, da dove poi possono prendere le navette per il centro.

E ci si rivolge sempre al Goer nelle giornate di pioggia, quando in estate i turisti in vacanza in montagna si riversano in città e i volontari si fanno in quattro, per evitare la paralisi del traffico.

«Il compito più ingrato - spiega amareggiato Marinconz - ci capita in occasione della chiusura della città per qualche manifestazione: l’ultima quindici giorni fa, per Bolzano in bici. Quando diciamo agli automobilisti che le strade sono chiuse, veniamo coperti d’insulti. Proprio per questo abbiamo sconsigliato di ripetere l’iniziativa più volte all’anno».