BOLZANO. Rudi Rieder nel suo negozio di fiori prepara bouquet e apre le orecchie sugli umori. «Sto in centro, parlo con tante persone. C’è un clima spaventoso per i partiti tradizionali, dopo quello che è successo in questi mesi. Quindi questa volta toccherà a noi». L’ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle annuncia di essere ancora a disposizione. «Mi presenterò di sicuro per la lista. Il candidato sindaco lo sceglierà la base». Il Movimento 5 Stelle preparerà una lista con esponenti del mondo ambientalista, della democrazia diretta e della battaglia anti Benko. «Apriremo molto le candidature alle associazioni. Lo avevamo già fatto, ma ora c’è una indicazione precisa di Casaleggio, perché il movimento vuole fare il colpo grosso. A Roma e Milano soprattutto, ma ci siamo dentro anche noi». No ad alleanze con liste civiche, per il momento, anche se nel movimento circola anche questa proposta. Alle ultime comunali il Movimento 5 Stelle è passato da due a quattro consiglieri.

La scorsa settimana avete ospitato il sindaco di Livorno Filippo Nogarin. Dopo Parma, è la seconda grande città conquistata dal Movimento 5 Stelle. Vi avrà dato qualche consiglio.

«Puntare sul buon senso».

Solo buon senso?

«Soprattutto, visto quello che è successo a Bolzano. Nogarin a Livorno ha ricevuto in eredità 200 milioni di debito provocati dalla cattiva gestione del Pd. Con una politica seria e di buon senso sta cercando di ricucire il tessuto sociale ed economico distrutto dalla cattiva politica. Va fatto anche a Bolzano. Questa città negli ultimi anni è stata in balia di una politica fatta solo per pochi, pensiamo a Benko. Bolzano non ha un piano regolatore perché così riesci ad accontentare più facilmente gli interessi privati».

Resterete chiusi nel vostro dorato isolamento?

«C’è questa apertura importante di Casaleggio al mondo delle associazioni, purché palesemente non collegate a partiti. A Bolzano c’è il mondo dell’ambientalismo e della democrazia diretta con cui già abbiamo rapporti stretti. Inizierò a contattarli. Continuano a dirmi che i quattro consiglieri eletti a maggio sono un ottimo risultato, ma resto con la mia delusione. Per cambiare veramente dobbiamo fare meglio».

Mi traduce buon senso?

«Distinguere tra gli sprechi e le opere che servono per il bene comune ».

Si dice che siete quelli del «no».

«Vogliamo spendere i soldi dove servono alla città, non agli affaristi. Come privato cittadino, non più consigliere, sto organizzando due istruttorie pubbliche, insieme ai tecnici dei comitati Città nostra e “Salviamo la stazione”. La prima istruttoria sarà dedicata al progetto dell’areale. Si farà o no? Io credo di no, perché lo spostamento della ferrovia è legato al trasferimento dei binari in galleria: costa troppo. La seconda istruttoria è legata al prolungamento della statale 12 con il tunnel del Virgolo e Monte Tondo».

Siete contrari anche alla circonvallazione?

«Sì, perché non sarebbe efficace nella riduzione del traffico. L’esempio è l’Arginale. Anche dopo la sua costruzione gli ingressi quotidiani di auto in centro a Bolzano sono 86 mila. Se le istruttorie ci confermeranno che i tunnel non servono e che l’areale verrà affossato, quei fondi si potranno investire nella realizzazione del terzo binario ferroviario per la Bassa Atesina e nel secondo per Merano: questi sono i progetti che veramente possono ridurre il traffico pendolare».

Come sceglierete il candidato sindaco?

«Abbiamo iniziato a raccogliere le candidature per la lista. Vogliamo essere più veloci rispetto alle scorse comunali. Ci siamo detti di preparare la lista entro fine novembre. Entro fine dicembre dovremo avere chiuso le votazioni interne sul candidato sindaco».

State pensando di candidare Paul Köllensperger, il vostro consigliere provinciale?

«Ne stiamo parlando, logico. Ma Paul lavora molto bene in Provincia e potrebbe essere un problema spostarlo. Anche a Roma non candideranno Di Battista, che pure andrebbe benissimo».

Ci sarà un fiorire di liste civiche. Potreste finire anche voi nel mucchio delle liste di protesta contro la politica tradizionale.

«Gli elettori non sono stupidi. Riconosceranno le civiche specchietti per le allodole, emanazione dei partiti in crisi».

E se arrivasse Durnwalder?

«Sarebbe l’uomo dei poteri forti».

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