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LIVINALLONGO. Chiudono i passi? «No, meglio introdurre il pedaggio», suggerisce Leandro Grones, sindaco di Livinallongo. Che – come riferisce – non è stato invitato a Bolzano. Né lui e, per la verità, neppure la Provincia di Belluno. Per i Passi dolomitici, in particolare il passo Sella, il 5 luglio comincerà una nuova era. Da quella data fino alla fine di agosto il transito, un giorno a settimana, sarà consentito solo a pedoni, bici e mezzi elettrici.
«Non vedo perché si insista a dare un messaggio negativo, quello della chiusura dei passi», spiega il sindaco Grones. «Mettiamola in positivo: diciamo piuttosto che vogliamo proporre approcci diversi, più sobri, più compatibili, con i valichi, con le quote alte. Da qui, appunto, l’idea del pedaggio, che seleziona ed il cui ricavato può essere reinvestito nella stessa manutenzione delle strade. E da qui anche l’idea che per taluni eventi le strade possono essere chiuse temporaneamente al traffico. Eventi come le maratone in bici».
La prima edizione del Dolomites bike day, infatti, ha già un numero considerevole di adesioni. Stiamo parlando delle valli che vantano i passi più blasonati. Valli, si badi, che in questo mese di maggio presentano già gli alberghi aperti, come accade ad Arabba. Diciamo subito, però, che non ne vuole assolutamente sapere il Comitato degli operatori turistici dei passi. Osvaldo Finazzer, il coordinatore, con albergo e ristorante al Pordoi, minaccia pesanti reazioni. Ha anticipato che il Comitato farà ricorso addirittura in Europa contro provvedimenti che, a suo avviso, calpestano il diritto alla mobilità. La grande paura di Finazzer e soci è che le comitive di escursioni stranieri, sempre più numerose che fanno il giro dei passi, decidano di deviare per altre destinazioni se passa il messaggio della chiusura. Finazzer ha scritto anche al presidente della Regione, Luca Zaia, all’assessore al turismo, Federico Caner, perfino al ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio. Se gli albergatori piangono, non è che gli ambientalisti ridano. Secondo Luigi Casanova di Mountain Wilderness «Non ci si può accontentare di solo 9 giornate di chiusura del Sella», bisognerebbe, dunque, andare oltre, quanto meno comprendendo anche gli altri valichi del gruppo.


