CALDARO. Il 19 novembre, su proposta della Dorfliste, in consiglio comunale si confronteranno un rappresentante del mondo ambientalista e uno dello Sportverein Caldaro.

Tema dell'audizione: il risanamento degli impianti sportivi della zona di Castelvecchio (frazione di Sant'Antonio). Si tratta di un tema di cui si discute da tempo in paese e che sta particolarmente a cuore alla società che cura il settore calcio. Tanto che la giunta ha affidato all'architetto brissinese Ralf Dejaco il compito di elaborare uno studio di fattibilità. Ma sul fronte ambientalista ci sono forti perplessità: non tanto sulla necessità di un risanamento, su cui sono tutti d'accordo, quanto sull'ipotesi di ampliamento per realizzare un nuovo campo oltre che sulle modalità di affidamento dell'incarico al professionista.

La situazione attuale è la seguente: immersa nella splendida pineta di Castelvecchio c'è una zona sportiva che dispone di sei campi da tennis più uno coperto, lo stadio del ghiaccio per l'hockey e due campi da calcio in erba naturale. «La priorità in questo momento – spiega Matthias Lobis, portavoce della Svp in consiglio – ce l'ha il settore calcio che è in maggior sofferenza: serve un campo in erba artificiale dove si possa giocare tutto l'anno».

Il direttore sportivo della società Andreas Gasser conferma la necessità: «Intorno al mondo del calcio ruotano circa 200 persone: abbiamo 150 giovani tra gli 8 e i 20 anni, a questi si aggiungono la prima squadra, una di amatori, una senior e una femminile. Solo su uno dei due campi c'è l'illuminazione e siccome gran parte degli allenamenti si fa la sera capita spesso che ci siano quattro squadre a contendersi il rettangolo verde. A questo si aggiunge il fatto che i nostri campi sono in erba naturale e quindi quando piove tanto come in questi giorni o in inverno gela non si possono utilizzare: serve un campo di erba artificiale per proseguire con l'attività e ampliarla. La nostra non è solo un'attività sportiva, ma anche sociale. Oggi i ragazzi passano troppo tempo davanti ai computer: noi diamo loro la possibilità di muoversi e socializzare».

L'ampliamento dove verrebbe fatto? «La zona – dice Lobis - confina con il bosco di Castelvecchio che è di proprietà comunale».

I problemi da superare sono di ordine politico: «Vogliamo capire – spiega la consigliera Irene Hell, capogruppo della Dorfliste - se effettivamente serve un terzo campo e quanto territorio boschivo verrebbe consumato».

L'esponente della Dorfliste critica anche le modalità di assegnazione dell'incarico dello studio di fattibilità all'architetto Dejaco: «Prima qualcuno avrebbe assegnato al professionista l'incarico di progettare il campo per l'allenamento dell'Fc Alto Adige che però alla fine ha rinunciato. Adesso la giunta gli dà l'incarico di fare lo studio di fattibilità. A nostro avviso, anche se la giunta assicura che le normative consentono di dare incarichi diretti per importi al di sotto dei 40 mila euro (in questo caso il compenso sarà di 20 mila, ndr), era preferibile indire una gara». La discussione è aperta e da parte dell'amministrazione comunale c’è tutta la volontà di andare avanti, ma i dirigenti dello Sportverein non si fanno troppe illusioni: «In questi anni tante volte abbiano sperato che fosse la volta buona, poi però è sempre intervenuto qualcuno a metterci i pali tra le ruote e bloccare tutto».

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