BOLZANO. Li hanno trovati Penny e Shadow, a spasso con le padrone sulla passeggiata che da Castel Roncolo sale verso il Peter Ploner. Dodici criceti, un'intera famiglia. Mamma, papà e dieci piccoli. Qualcuno li aveva gettati poco prima direttamente dalla gabbia in un canale di scolo. Questa è una piccola storia - ma molto carina -di cani che “parlano” agli uomini.

È la tarda mattinata di ieri, l’anello che collega Castel Roncolo a Sant’Osvaldo è un classico domenicale per molti bolzanini. Penny e Shadow, una femmina e un maschio, vivaci e intraprendenti, hanno appena imboccato la salita. Una manciata di metri e saltano in un piccolo fosso accanto al sentiero. Uno di quei posti che piacciono ai cani: fango, foglie e odori terribili. Giù e poi su, e poi ancora giù. Avanti e indietro. “Tirano” le padrone. Battono le code. Guaiscono. Come dire, “venite a vedere, muovetevi”. Le due donne li seguono. Penny e Shadow sembrano impazziti. Nel fosso, all’imbocco di un canale di scolo, quasi invisibili, avvolti in cotone e mangime, una “nuvola” di criceti. Uno, due, tre, ne contano fino a 12. Una famiglia, mamma, papà e dieci piccoli. Uno attaccato all’altro, come a proteggersi. I piccoli sono lunghi come un mignolo. I grandi non stanno sul palmo di una mano. È evidente che sono lì da pochissimo. Qualcuno li ha gettati dall’alto, svuotando la gabbietta. Possibilità di sopravvivenza: zero. Preda di serpenti e martore, se pure riuscissero ad arrivare a fine giornata, morirebbero di freddo. Che fare? Si fermano altre persone. Scatta l’«operazione salvataggio». «Non possiamo lasciarli qui, questi muoiono». Qualcuno ha il numero di Eros Torbol, il presidente della Lav. Torbol - al telefono - dice comunque di tentare di recuperarli mentre loro arrivano. E allora: vai nel fosso, prendili uno a uno. «Attenti a non calpestarli». Sembra di essere a Cartoonia. Scappano da tutte le parti. I più paurosi si nascondono nel canale. Si infilano sotto le foglie. Alla fine, il gruppetto di “cani e viandanti”, riesce a infilarne dieci in un sacco di tela.

Arrivano i volontari della Lav. Sistemano i criceti in un grande contenitore con il fondo di paglia. Riscendono nel fosso, e guarda e riguarda, trovano anche gli ultimi due, mimetizzati tra sassi e foglie. «L’abbandono di animali - spiega Verena Pugliese - è un reato punito dalla legge con l’arresto e fino a 10 mila euro di multa. Purtroppo è un fenomeno diffuso anche in Alto Adige. C’è chi compra i criceti come giocattoli per i bambini. Poi, quando si stufano o fanno delle nidiate, se ne sbarazzano lasciandoli nel bosco, e condannandoli a morte». E dire che basterebbe portarli al rifugio per animali della Sill, a poche centinaia di metri da qui. La storia questa volta è a lieto fine. La Lav ha preso in consegna la famigliola. I criceti sono stati controllati dal veterinario «e presto - spiega Torbol - li daremo in adozione». A Shadow e Penny razione doppia. Chi salva una vita...