MERANO. Un altro locale pubblico di questo tipo c’è a Bolzano. Quello di cui parliamo ha aperto invece da poco aperto a Merano in via delle Corse e si chima “Passpartù”. Tutto sembrerebbe ordinaria amministrazione se dietro la finalità di tale esercizio non ci fosse anche un aspetto del tutto particolare, di rilevanza sociale, e che lo collega a quello bolzanino. Al Passpartù, infatti, possono accedere con tranquillità e sicurezza anche le persone affette da celiachia.
Una scelta impegnativa, ma affrontata con assoluta coscienza dal proprietario, Fabio Bolognese, alla luce della sua esperienza diretta con chi è colpito da questa malattia. E infatti, l’idea gli è cresciuta dentro da quando la figlia ha dovuto affrontare questo tipo di problema. A questo punto Fabio Bolognese ha voluto coniugare la sua esperienza lavorativa nel settore degli esercizi pubblici, con un risvolto attento ad una problematica di ordine medico-alimentare.
La celiachia è, infatti, un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Alcuni dati – l’occasione è buona per segnalarlo – dicono che l’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi poco più di 100.000. Ogni anno vengono effettuate 20.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 20%.
Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di glutine dal piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in piccole quantità, può provocare diverse conseguenze più o meno gravi.
Proprio per tali ragioni, Fabio Bolognese, cosciente del fatto che, di norma, per chi è colpito da celiachia è di fatto escluso dalle allettanti e stuzzicanti offerte di qualsivoglia bar o locale pubblico, ha predisposto il suo locale in modo rigorosissimo, separando l’angolo alimentare in due zone ben distinte (quella rossa, per non fare confusione, per predisporre i cibi per celiachi) che non possano “contaminarsi”. E l’uso dei guanti di lattice nell’espletamento del servizio è un ulteriore forma di garanzia per i celiachi.
In poco tempo il Passpartù si è già conquistato una piccola pattuglia di clientela che lì tranquillamente può farsi il suo spumantino sicuro di vederlo accompagnato da stuzzichini alimentari che non ne possano danneggiare la salute, ma la cosa curiosa è che anche chi celiaco non è, non disdegna alcune pietanze che escludono assolutamente il glutine, ma che non per questo risultano meno buone. Naturalmente, all’esterno del locale, campeggia il cartello “gluten free”.
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