MERANO. Giuseppe Tornatore, il regista premio Oscar, ha girato anche in città alcune scene del suo film "La corrispondenza". Per un giorno il set è stato allestito nella palestra Fighting Club di via Ottone Huber.
"I contatti - dice Hartmann Stragenegg, il titolare - sono partiti in modo casuale. È stato un amico, che si occupa di produzione di diversi film, a contattarmi. Dal momento che ho una palestra, mi ha proposto l'idea di girare alcune scene di un film. Mai avrei pensato che il regista fosse Giuseppe Tornatore".
Quello che sembrava un sogno si è poi avverato. “Dopo una serie di sopralluoghi - continua Stragenegg - è arrivato l'ok. Era stata scelta proprio la nostra palestra, dove si sono girate alcune scene. Tutta la zona circostante è stata vietata al traffico, c'erano diversi tir al seguito della troupe. Per un giorno intero si sono girate le scene alla presenza di Tornatore e con l'attrice protagonista Olga Kurylenka. Ha partecipato una decina di nostri ragazzi che praticano il pugilato, il kickboxing, lo judo e il Brazilian Jiu Jitsu. Sono stati tutti entusiasti e li ringrazio per la disponibilità che hanno dimostrato: per la nostra palestra è una pubblicità importante perché il regista Tornatore è uno dei grandi del cinema italiano".
Hartmann Stragenegg parla anche dell'attrice protagonista Olga Kurylenka: "È bella, indubbiamente. Molto professionale. Ma s'è limitata a girare le scene previste e poi s'è rifugiata in uno dei Tir al seguito della produzione".
"La corrispondenza" è la storia di una giovane studentessa universitaria che impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema. La sua specialità sono le scene d’azione, le acrobazie cariche di suspense, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio.
Sembrerebbe una mania dettata dalla passione per il rischio, in realtà è l’ossessione in cui l’atletica ragazza s’illude di sublimare un orribile senso di colpa. Quello di ritenersi responsabile della tragica scomparsa del suo grande amore. Una ferita mai rimarginata. Un conto sospeso. Un’ombra che nessuna luce saprà mai dissolvere. Sarà il suo professore di astrofisica ad aiutarla nel ritrovare l’equilibrio esistenziale perduto.
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