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MERANO. Rendere i comuni e le città più vivibili non è solo compito degli enti pubblici, ma diventa sempre più spesso un obiettivo che gli stessi cittadini perseguono attivamente. Nel caso delle cooperative di comunità, i cittadini si associano con lo scopo di generare dei benefici diffusi nella comunità. Nell’ambito del progetto Meet CoopPoint, Legacoopbund ha organizzato a Merano un incontro formativo e informativo sulle cooperative di comunità.
“Queste cooperative favoriscono l’integrazione dei più deboli, contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale locale e incentivano la conservazione delle tradizioni e degli antichi mestieri”, ha spiegato il presidente di Legacoopbund Heini Grandi durante la conferenza tenutasi nella città del Passirio. Le cooperative di comunità possono rappresentare una possibile soluzione per contrastare il rischio di spopolamento delle piccole località montane. I comuni periferici hanno, infatti, come ha affermato il relatore Armin Bernhard, un forte svantaggio competitivo dovuto alla loro localizzazione.
Maurizio Davolio, responsabile delle cooperative di comunità di Legacoop, ha illustrato le caratteristiche delle cooperative di comunità con due esempi concreti e sottolineando la necessità di una chiara regolamentazione di questa nuova forma di cooperazione. Anche in Alto Adige ci sono cooperative che perseguono obiettivi simili a quelli delle cooperative di comunità, come ad esempio le cooperative “alpha beta” di Merano e “Familien und Seniorendienste” di Lana.
Ivo Carli, presidente di “alpha beta”, ha sottolineato il valore culturale e sociale della cooperativa: “Da 25 anni la nostra cooperativa promuove la comunicazione interculturale e favorisce l'apprendimento delle lingue in Alto Adige”. “alpha beta” oggi conta 82 soci, due sedi - una a Merano e una a Bolzano - e nell’anno 2013 ha organizzato 1.260 corsi di lingua in 45 località altoatesine.
“Il salto di qualità che dobbiamo fare nei prossimi anni e decenni consiste nella costruzione di una comunicazione sincera e di una cooperazione efficace”, ha spiegato Christoph Gufler, membro del consiglio di amministrazione della cooperativa “Familien und Seniorendienste”.
Il modello delle cooperative di comunità sarebbe dunque anche attuabile nei comuni e nelle valli altoatesine. La costituzione di queste cooperative non può però avvenire dall’alto, ma, come ha affermato Davolio, è una cosa che nasce dalla responsabilizzazione dei cittadini, dalla loro voglia di attivarsi per il bene della propria comunità. Lo sportello gratuito e bilingue “CoopPoint” di Legacoopbund offre consulenza ai cittadini che intendono costituire una cooperativa.


