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BOLZANO. È fuga di commercianti da via Leonardo da Vinci. Il fenomeno riguarda la zona centrale della città, distante poche centinaia di metri dai luoghi più noti del turismo bolzanino. Martedì nella vicinissima piazza Walther si è chiuso il Mercatino di Natale, l'evento che in poco più di un mese ha fatto registrare circa un milione di presenze. Eppure i commercianti sostengono che "l'onda" di turisti non ha nemmeno lambito le loro attività. Così si spiegherebbero le fughe degli operatori. Sul lato destro della strada, dopo l'incrocio con via Raffaello Sernesi verso via Goethe, tra le prime sei vetrine di negozi, quattro sono vuote. I titolari le hanno chiuse, o le hanno trasferite altrove. Altri sostengono di volerne seguire l'esempio.
Pronti ad andare via
È il caso di Elisabetta Taglialatela, che lavora nel punto vendita di Diffusione Calzature. «Abbiamo aperto all'inizio di novembre e ci aspettavamo un massiccio passaggio di persone che, in realtà, non c'è. Penso che questa zona non sia abbastanza valorizzata. Del resto il Mercatino di Natale, che si è svolto a poche centinaia di metri, da noi non ha avuto alcun effetto. Poi hanno tolto anche la fermata del bus, che almeno permetteva a chi era in attesa del mezzo di guardare la vetrina. In poco tempo si sono arrese diverse attività, spostandosi altrove. Credo che a breve lo faremo anche noi». A luglio ha aperto sulla stessa strada la pasticceria Malavenda: la titolare Alessandra Maria Malavenda si dice entusiasta per la posizione e per come la città ha accolto la novità. Lamenta, però, la mancata valorizzazione da parte del Comune: «Sembra quasi che la città finisca a piazza delle Erbe. Non c'è nemmeno una segnaletica che inviti i turisti ad uscire dal percorso. Aprire un'attività qui, in queste condizioni, è da impavidi».
L'ipotesi
Il perché il flusso turistico non "dilaghi" da via Goethe su via da Vinci, è soltanto ipotizzabile. Secondo Igor Dapunt, la zona «è nel centro storico ma non è integrata ad esso». Così il titolare dell'agenzia immobiliare. «All'incrocio con via Goethe le persone passeggiano davanti a negozi e attività. Quando si trovano a girare per via Da Vinci, impattano nella struttura della Banca popolare che potrebbe fare pensare al termine dei negozi; una "diga" commerciale per il turista che, a quel punto, continua a passeggiare su via Goethe. Credo che per migliorare la situazione si debba aspettare che inizino e finiscano anche i lavori al palazzo della scuola Von Aufschnaiter e anche un cambio alla viabilità». La zona, infatti, sarà interessata da un nuovo cantiere. Oltre a quello terminato in autunno e che ha mantenuto chiusa la strada per buona parte dell'estate, sono previsti nuovi lavori per il palazzo all'incrocio con via Cassa di Risparmio. Un cantiere che preoccupa Carla Larentis la parrucchiera titolare di Hairstyle. «Non c'è motivo perché un turista - sostiene - debba passare su questa strada. Hanno anche tolto la fermata del bus. A questo si aggiungeranno gli effetti del nuovo cantiere. Ne conosco i disagi. Per mesi, questa estate, ho avuto le transenne davanti al negozio. È stata molto dura. Se non avessi avuto la clientela fidelizzata avrei chiuso da tempo».
Poca sicurezza
A sollevare la questione sicurezza è Flavio Mongirulli del bar Atmosphäre: «Proprio lunedì sera stavo rientrando al bar dopo avere fatto un versamento alla cassa automatica in banca e mi sono imbattuto in un gruppo di cittadini stranieri che mi ha seguito per un tratto in maniera minacciosa. Anche alcuni clienti mi hanno parlato di esperienze simili. Per quanto riguarda questa strada, i problemi per i commercianti sono gli affitti elevati e la difficoltà a poter occupare all'esterno spazi per un dehor. Una questione che su questa strada riguarda dieci bar, una pizzeria, un ristorante e due bistrot».
Galleria Europa
Nella Galleria Europa le cose non vanno meglio, anzi i commercianti denunciano un vistoso decadimento. «Ci sentiamo abbandonati - dicono Mariella Costi e Antonella Fabiano - Lavoriamo qui da decenni e prima, questa era la galleria "in" di Bolzano. C'erano le boutique migliori della città. Adesso è così, un corridoio che collega una strada a un'altra». Tra i commercianti si è instaurato un clima di collaborazione e tutti hanno portato solidarietà al loro collega che qualche notte fa ha subìto un furto (leggi articolo sotto). «Anche per questo abbiamo chiesto più volte di chiudere la galleria di notte», ricorda il parrucchiere Andrea Principato, «una soluzione che avrebbe consentito di mantenere fuori anche i senzatetto che dormono e lasciano sporcizia di ogni genere. Qualcuno però, forse i residenti, ha obiettato e non se ne è fatto nulla. Certo, non c'è una insegna decente che inviti i turisti ad entrare». Anche nella vicina parafarmacia la titolare, Claudia Guarda, sottolinea il costante declino della galleria. «Affitti alti e scarsi investimenti - dice - e chiudono i negozi storici. Paghiamo la pulizia condominiale, ma di giorno e di notte ci passa tutta Bolzano. Almeno la notte andrebbe chiusa per sicurezza. Ci sono pomeriggi che preferisco chiudere perché non mi sento sicura. Mi auguro che possa esserci una rivalutazione».


