BOLZANO. Costi della politica. La Svp fa la mossa a sorpresa e punta a risuscitare il finanziamento pubblico ai partiti. Si parla di finanziamento provinciale, perché quello statale è stato cancellato per legge. Invece di chiudere il capitolo dei costi della politica con il taglio delle indennità della giunta provinciale (decreto Monti), la Svp rilancia, aggiungendo questo nuovo tassello. Nei giorni scorsi aveva fatto da apriprista il senatore Karl Zeller. Ieri è arrivata l’ufficializzazione durante la seduta dei capigruppo provinciali. Dieter Steger ha ripetuto quanto detto nei giorni scorsi: «Pensiamo a un ragionamento complessivo sui costi della politica». La Svp è alle prese con un debito di oltre quattro milioni di euro, da risanare senza più i fondi statali. Come verrebbe realizzato il finanziamento provinciale lo si capirà nelle prossime settimane. La Svp è convinta di raccogliere intorno a questo progetto alcuni gruppi di opposizione, attirati dalla possibilità di fondi supplementari. «Ma si può fare? Prima di esprimerci, va chiarito questo punto. Se lo Stato ha abolito il finanziamento ai partiti, la Provincia si può sostituire?», commenta il capogruppo dei Verdi Riccardo Dello Sbarba. Cosa ne pensa Francesco Palermo, senatore e costituzionalista? «Prevedere un finanziamento ai partiti mi sembra difficile. Sarebbe più facile passando attraverso il finanziamento ai gruppi consiliari». Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore) promette battaglia: «Incredibile arroganza del potere. Approfittando della confusione su quello che si dovrebbe fare ma che non si vuole fare (il taglio dello stipendio di Kompatscher e dei suo assessori) non solo si prende tempo ma si lavora di nascosto per prevedere forme di finanziamento diretto ai partiti. La Svp annaspa nei debiti ed ecco l’uovo di Colombo, autofinanziarsi con i soldi dei contribuenti». E il taglio delle indennità della giunta? La discussione dei capigruppo ieri era partita da lì. Il disegno di legge dell’ufficio di presidenza del consiglio provinciale, che porta a 13.800 euro l’indennità di presidente provinciale e presidente del consiglio provinciale, dovrebbe approdare in ottobre in Consiglio. A quel punto è probabile che la Svp chieda di rimandare il testo in commissione per ampliare la discussione al finanziamento ai partiti. Quanto alle indennità, la sensazione è che si arriverà al massimo a un mini taglio. Una linea non condivisa da Roberto Bizzo (Pd) e da diversi gruppi di opposizione, come M5S, BürgerUnion, Alto Adige nel cuore e Verdi. Così il presidente del Consiglio Bizzo: «Sono favorevole al taglio delle indennità. Secondo me la legge va discussa e approvata. Poi possiamo ragionare sul finanziamento alla politica, che è finanziamento alla democrazia». Duro Andreas Pöder: «Non farò favori alla Svp. Non si difende l’autonomia difendendo l’indennità della giunta». Nella legge dell’ufficio di presidenza, oltre ai tagli alla giunta sono previste indennità per i capigruppo e per i presidenti di commissione. Una legge a parte sarà dedicata ai collaboratori dei gruppi: verranno assunti dal Consiglio per evitarne la cancellazione prevista dalla riforma costituzionale. E sarà concesso un collaboratore per consigliere. Tolti assessori, presidente e vice del Consiglio, già dotati di staff, ciò comporterà un aumento di organico di almeno 5 persone.

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