BOLZANO. La Hobag, una delle più grosse imprese di costruzioni dell’Alto Adige, è riuscita ad evitare il destino della consorella «Zh General Construction» dichiarata fallita nel dicembre 2013. Ne ha dato ieri ufficialmente comunicazione la giudice Francesca Bortolotti. La Hobag è stata ammessa al concordato preventivo. Il relativo decreto di omologa è stato depositato e dunque il piano di salvataggio dell’impresa è stato approvato ed accettato dalla maggioranza dei creditori. La procedura è durata parecchio in quanto è stata particolarmente complessa con numerose società coinvolte.

Tra il resto il tribunale ha dovuto esaminare parecchie questioni di legittimità. A decidere il destino della Hobag sono stati gli stessi creditori che hanno ottenuto dal tribunale tutte le informazioni necessarie per una scelta responsabile ed esprimere un voto consapevole. Alla fine i creditori hanno approvato il concordato con una maggioranza del 66,70 per cento. Ieri la giudice fallimentare che si è occupata del caso ha rivelato che dopo l’approvazione del concordato (che ha scongiurato l’ipotesi fallimento) sono state avviate trattative con gli organi sociali (amministratori e sindaci) sia della «Zh» che della «Hobag» che hanno permesso di recuperare somme importanti. Erano stati infatti rilevati numerosi profili critici che avrebbero potuto avere conseguenze in sede giudiziaria e promuovere numerosi contenziosi di carattere civilistico.

Le trattative hanno permesso di raggiungere alcune importanti transazioni che hanno portato nelle casse delle due imprese 4,1 milioni di euro in contanti. Sono stati raggiunti altri vantaggi indiretti per le due società anche grazie alla decisione dei professionisti che facevano parte degli organi sociali di rinunciare ai propri crediti professionali per complessivi altri 2 milioni di euro (un milione per oguna delle due imprese). Ieri la giudice Francesca Bortolotti ha evidenziato altri vantaggi derivanti dalle transazioni sottoscritte. Si tratta di vantaggi indiretti derivanti dalla rinuncia a numerosi contenziosi che avrebbero potuto sorgere tra Zh e Hobag con nuove spese legali e rischi legati all’esito delle cause. Il via libera al concordato e gli accordi sulle transazioni secondo le previsioni dovrebbero permettere di soddisfare il 16 per cento delle pretese dei creditori chirografari. Ovviamente le transazioni sottoscritte potranno avere effetto solo sotto il profilo civilistico e non potranno invece incidere in ordine ad eventuali accertamenti della Procura per responsabilità di carattere penale. Le stesse transazioni - ha puntualizzato sempre la giudice Bortolotti - non escludono nemmeno la possibilità di ogni singolo creditore di promuovere eventuali azioni di responsabilità nei confronti degli organi sociali di Hobag. (ma.be.)

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